(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - "Il nuovo ciclo di audizioni ha confermato le profonde criticità costituzionali che restano aperte anche nel nuovo testo. A partire dal premio di maggioranza, che rischia di assumere dimensioni abnormi, vicine alle soglie per l'elezione degli organi di garanzia; le due liste bloccate che allontanano l'elettore dalla scelta dell'eletto. Restano senza risposta anche le criticità relative agli elettori del Trentino-Alto Adige e della Valle D'Aosta che restano esclusi dal conteggio delle cifre nazionali di coalizione. Molte questioni rilevanti rimangono dunque aperte. Non è inoltre previsto il voto dei fuori sede, nonostante i ripetuti annunci della maggioranza. Siamo di fronte all'ennesima forzatura sulle regole del gioco democratico. Non si comprende inoltre l'urgenza con cui la maggioranza ha deciso di calendarizzare il provvedimento in Aula il 26 giugno, imponendo tempi ristretti per l'esame di una legge che interviene su regole fondamentali della nostra democrazia. La maggioranza vuole imporre misure cucite su misura per le proprie esigenze elettorali. I testi vengono scritti in solitudine e definiti nei vertici di Palazzo Chigi, in un percorso lontanissimo dalle esigenze del paese e da quel dialogo e da quel confronto che dovrebbero caratterizzare ogni riforma delle regole democratiche."
Lo ha detto la capogruppo del Pd in Commissione Affari costituzionali della Camera, Simona Bonafè, intervenendo sulla discussione sull'adozione del testo base della proposta di legge elettorale in Commissione.
Roma, 4 giugno 2026