(AGENPARL) - Roma, 4 Giugno 2026 - "Per affrontare il dramma del caporalato la sola repressione non basta. Serve una strategia nazionale che affronti contemporaneamente legalità, diritti, sostenibilità economica e accessibilità alimentare. Le priorità dovrebbero essere almeno cinque: rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità; piena tracciabilità sociale delle filiere agroalimentari, introducendo sistemi di certificazione che rendano trasparenti le condizioni di lavoro lungo l'intero percorso produttivo; superamento dell'attuale sistema dei flussi e del click day, che ha mostrato tutta la propria inefficacia; contrasto alle pratiche commerciali sleali e alle distorsioni che comprimono artificialmente il valore del lavoro agricolo; diritto al cibo, perché milioni di famiglie italiane faticano ad acquistare alimenti di qualità. Difendere il lavoro agricolo significa anche garantire che il cibo sano, sicuro e sostenibile non diventi un privilegio riservato a pochi. È una sfida che richiede politiche redistributive, sostegno ai redditi più bassi e strumenti capaci di rendere accessibile a tutti un'alimentazione di qualità. Il Made in Italy agroalimentare non può essere fondato sul lavoro povero, sull'irregolarità o sullo sfruttamento. Difendere il lavoro agricolo significa difendere la legalità, la dignità delle persone, la qualità del cibo e il futuro dei nostri territori. È questa la sfida che la politica deve assumersi oggi, senza attendere la prossima tragedia. E le risposte finora date dal governo vanno in altra direzione".
Così il deputato dem della commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, in un commento sull'Huffington Post.