(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - ROMA – «L'ennesimo paradosso del governo è tutto qui: da una parte attacca l'Europa nelle interviste e alimenta un antieuropeismo di comodo, dall'altra attende da Bruxelles la flessibilità necessaria per affrontare una crisi energetica che non è stato capace di gestire. Oggi l'Unione europea apre a maggiori margini per gli investimenti nelle energie rinnovabili e nell'indipendenza dai combustibili fossili. Una buona notizia per il Paese, ma anche la conferma che la soluzione strutturale al caro energia passa proprio dagli investimenti nella transizione energetica. E su questo il governo Meloni continua ad accumulare ritardi. L'Italia resta tra i Paesi più esposti al costo del gas e paga l'energia elettrica più cara d'Europa proprio per la sua dipendenza dai combustibili fossili. Eppure da quasi quattro anni ascoltiamo annunci, polemiche e scaricabarile, senza vedere una strategia energetica all'altezza della sfida. Parliamo dello stesso governo che ha definanziato per oltre un miliardo e mezzo di euro interventi del PNRR legati alla transizione energetica, che ha trasformato le Comunità energetiche in un percorso ad ostacoli soffocato da burocrazia e ritardi attuativi e che ha gestito in modo confuso e inefficace il piano Transizione 5.0, nato proprio per accompagnare le imprese negli investimenti in innovazione, efficienza energetica e riconversione produttiva.
Adesso il governo utilizzi ogni euro disponibile per accelerare davvero sulle rinnovabili, sulle reti, sui sistemi di accumulo e sull'autonomia energetica del Paese. Perché il problema non è ottenere qualche margine di flessibilità in più da Bruxelles. Il problema è che il governo continua a chiedere deroghe per rimediare alle conseguenze di scelte che esso stesso ha contribuito ad approvare in Europa, mentre continua a rallentare proprio quegli strumenti che potrebbero ridurre il costo dell'energia per famiglie e imprese. Intanto le imprese si trovano a fare i conti con miliardi di maggiori costi energetici e le famiglie continuano a pagare bollette sempre più pesanti. È la dimostrazione che senza una vera strategia energetica nazionale non esistono deroghe europee che possano salvare il Paese», così in una nota la Vicepresidente M5S Vittoria Baldino .