Nel settore olivicolo cresce la pressione delle organizzazioni agricole per ottenere interventi immediati a tutela dell’olio italiano, in un momento segnato da rincari, importazioni in aumento e rischi di frodi. Le ultime posizioni espresse da AIFO, CIA e Coldiretti–Unaprol, riportate dalle fonti del mondo agricolo, convergono su un punto centrale: servono più controlli, più sostegni e strumenti più efficaci per difendere una filiera strategica per il Made in Italy.
(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - AIFO e CIA sottolineano la necessità di rafforzare i controlli lungo tutta la catena, soprattutto sulle importazioni, considerate uno dei principali fattori di vulnerabilità del mercato. Le due organizzazioni chiedono inoltre misure di credito agevolato per sostenere le imprese colpite dall’aumento dei costi produttivi e una maggiore promozione dell’olio extravergine italiano, elemento chiave per valorizzare qualità, origine e distintività sui mercati interni ed esteri.
Sul fronte della tracciabilità e della lotta alle frodi, Coldiretti e Unaprol propongono un piano strutturato contro i trafficanti di olio, basato sull’impiego di tecnologie innovative in grado di garantire l’origine del prodotto e di contrastare con maggiore efficacia le pratiche illecite. L’obiettivo è rendere più trasparente la filiera e tutelare sia i produttori sia i consumatori, in un mercato dove le sofisticazioni rappresentano ancora una minaccia concreta.
Nel complesso, il settore dell’olio chiede una risposta coordinata e incisiva: più controlli, più strumenti finanziari e più tutela dell’origine. Una linea che riflette la crescente esigenza di proteggere un prodotto simbolo dell’agroalimentare italiano in un contesto di mercato sempre più complesso e competitivo.