(AGENPARL) - Roma, 3 Giugno 2026 - "Quando i cittadini italiani arrivano a giocare 165 miliardi di euro in un anno, il 7,3 per cento del PIL nazionale, non siamo più davanti a un fenomeno ricreativo. Siamo davanti a una crisi sistemica: sociale, sanitaria, economica e culturale. Nel 2025 gli italiani hanno perso quasi 22 miliardi di euro netti nell'azzardo, sottratti ai bilanci familiari, ai consumi, al risparmio, alla vita reale delle persone. Il governo continua a guardare il fenomeno quasi esclusivamente dal punto di vista del gettito, ma uno Stato che fonda una parte crescente del proprio equilibrio fiscale sulla perdita economica dei cittadini ha smesso di governare il fenomeno e ha iniziato a dipenderne". Lo ha detto in Aula il deputato Pd Stefano Vaccari, e segretario di presidenza della Camera, intervenendo in discussione generale sulla mozione, a prima firma Virginio Merola, per il riordino del gioco pubblico.
"Il Libro Nero dell'Azzardo 2026 – ha aggiunto l'esponente dem – definisce l'Italia uno 'Stato perdente': incassa poco più di 11 miliardi ma scarica su sanità, servizi sociali e territori costi enormemente superiori. E intanto ha cancellato l'Osservatorio sul Gioco Azzardo Patologico e ridotto le risorse per la prevenzione. In sette anni siamo passati dal 33 al 61 per cento del mercato online: 17 milioni di conti attivi, quasi 5 milioni di utenti, l'84 per cento dei conti in perdita a fine anno. A pagare di più sono sempre i più vulnerabili: Campania, Sicilia e Calabria registrano i livelli più alti di gioco pro capite, con punte oltre i 7.000 euro a persona in alcuni comuni. E l'azzardo è uno dei principali strumenti di penetrazione della criminalità organizzata, mentre lo Stato arretra su trasparenza, controllo e prevenzione".
"La mozione che presentiamo – ha concluso Vaccari – chiede la riduzione progressiva dell'offerta, la tutela dei distanziometri, il rafforzamento dei controlli antimafia, l'accesso pubblico ai dati territoriali, la tutela reale dei minori, il divieto di usare i dati dei giocatori per finalità commerciali e il rifinanziamento del Fondo GAP. La prevenzione non può dipendere dal gettito prodotto dall'azzardo, più persone si rovinano, più lo Stato incassa. Non è un modello sostenibile, né moralmente difendibile. Una Repubblica fondata sul lavoro non può trasformarsi in una Repubblica fondata sulla dipendenza dal gioco".
Roma, 3 giugno 2026