(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - Dagli Appennini alle Alpi c’è un’Italia in fermento che crede nella transizione ecologica ed energetica. Non sono solo le grandi città a muoversi: l’esempio più interessante arriva dai piccoli comuni sotto i cinquemila abitanti e dai centri medi che superano di poco questa soglia. Comunità che dimostrano, con progetti concreti, cosa si può fare nei territori interni quando innovazione, partecipazione e cura del paesaggio si intrecciano.
Nel 2026 sono sette le “best practices” selezionate da Legambiente nell’ambito della campagna nazionale Voler Bene all’Italia, patrocinata da UNCEM e dalla Fondazione Symbola. Realtà che hanno raggiunto risultati tangibili in economia circolare, agroecologia, gestione sostenibile delle risorse naturali e turismo attivo. Quest’anno le esperienze più significative arrivano da Umbria, Molise, Campania, Lazio, Marche, Basilicata e Piemonte.
Si va dalla cooperativa umbra che contrasta l’overtourism attraverso una gestione partecipata del territorio, all’azienda agricola lucana che unisce agroecologia, agricoltura sociale e rinnovabili; dal più piccolo comune del Lazio impegnato nella gestione forestale sostenibile, alle Marche e alla Campania dove le rinnovabili nelle aree interne generano lavoro e riduzione delle bollette; fino alla cooperativa forestale piemontese che valorizza il bosco a chilometro zero e all’apiario di comunità nato in Molise.
A censire e raccontare queste esperienze è proprio Legambiente, che dal 31 maggio all’8 giugno porterà la campagna Voler Bene all’Italia nei territori protagonisti. Un’edizione dedicata alla memoria di Simone e Alessio Gentile, due giovani soci dell’associazione scomparsi prematuramente e tra i protagonisti della rinascita di Castel del Giudice (IS). Quest’anno, per la prima volta, entrano tra le best practices anche due comuni sopra i 5.000 e i 10.000 abitanti: Narni (TR), con 17.588 residenti, e Castellamonte (TO), con 9.849 abitanti.
Sommando le sette realtà del 2026 a quelle censite nel 2025, si arriva a 14 esperienze virtuose distribuite in undici regioni, dalle Alpi agli Appennini. Un mosaico che conferma come la montagna italiana – 15 regioni, 48 province, 1.601 comuni, per lo più piccoli o piccolissimi – resti un laboratorio sociale e ambientale. Qui vivono 3,9 milioni di persone, appena il 6,6% della popolazione, ma secondo l’ultimo rapporto Montagne Italia 2025 di UNCEM, negli ultimi anni i nuovi residenti hanno superato gli uscenti, con un saldo positivo vicino alle 100.000 unità.
«Anche quest’anno Voler Bene all’Italia – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – mette in luce quei cantieri della transizione ecologica che stanno traghettando il Paese verso un futuro più green e più giusto. Sono esperienze che raccontano una forza generativa straordinaria in termini di valorizzazione, economia, lavoro e occupazione. Una contro‑narrazione concreta rispetto a chi vede gli impianti per le rinnovabili come un attacco al territorio, invece di considerarli una scelta strategica e necessaria».
Per Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente, la transizione ecologica è anche una risposta alla crisi demografica e climatica che colpisce le aree interne: «Porta benefici economici e sociali, genera lavoro, rilancia i servizi territoriali. Ma i piccoli comuni non devono essere lasciati soli: servono finanziamenti, interventi mirati e politiche che riducano marginalità e disagio insediativo».
Il “Settebello 2026”: le esperienze simbolo
La campagna partirà da Stifone, frazione di Narni (TR), dove domenica 31 maggio alle 13.00 è previsto l’evento inaugurale presso il Centro Visite Giuseppe Fortunati. Qui la cooperativa sociale Comunità Parco Gole del Nera ha costruito un modello di turismo attivo e sostenibile che in un solo anno ha accolto oltre 41.000 visitatori, creando 20 posti di lavoro, quasi tutti giovani e molti appartenenti a categorie svantaggiate. Un luogo che ha un valore simbolico anche nella storia dell’energia italiana: nel 1892 vi fu costruito uno dei primi impianti idroelettrici del Paese.
Un’altra esperienza arriva dall’Alto Molise, a Castel del Giudice (IS), noto per i progetti di rigenerazione urbana, agricoltura biologica e per il suo apiario di comunità. Nato dalla collaborazione tra Comune, Legambiente e la rete degli apicoltori dell’Appennino molisano‑abruzzese, l’apiario è un esempio di economia sostenibile che unisce tradizione rurale, tutela della biodiversità e partecipazione. Sabato 2 giugno alle 11.00 si terrà l’iniziativa “Miele in comunità”, con una smielatura pubblica dedicata proprio a Simone e Alessio Gentile, accompagnata da una raccolta fondi e dalla distribuzione del miele prodotto in giornata.