(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2026 - "I giovani vivono isolati in una bolla artificiale che i social amplificano a dismisura, facendola deflagrare tra manie di protagonismo, paure e fragilità esposte alla gogna dei commenti online. È una dinamica che ne sottolinea la profonda solitudine e che, troppo spesso, li spinge fino a gesti estremi".
Dalla Chiesa sottolinea l'importanza del percorso normativo avviato dall'esecutivo e le proposte di legge in discussione in Parlamento: "Togliere i cellulari all'ingresso in classe è stato il primo, fondamentale passo compiuto dal Ministro Valditara, ma le cronache ci dimostrano che purtroppo non basta. Proprio per questo l'attenzione delle istituzioni è massima: penso ai diversi provvedimenti e disegni di legge all'esame delle Camere che puntano a stringere le maglie e a porre limiti rigorosi all'accesso alle piattaforme digitali da parte dei più giovani. Fosse per me, estenderei questi divieti proibendo l'accesso ai social ai minori di 16 anni.
È arrivato il momento di valutare interventi decisi per sottrarre questi ragazzi alla dipendenza digitale e riportarli, finché siamo in tempo, a una dimensione autenticamente umana", conclude Rita Dalla Chiesa.