(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - Anche in una giornata senza sedute delle Commissioni Agricoltura, il quadro politico resta tutt’altro che fermo. Sul tavolo del Governo si intrecciano tre dossier che, pur nati in ambiti diversi, stanno disegnando una stessa traiettoria: quella di un Paese che prova a tenere insieme innovazione, tutela del lavoro e competitività delle filiere produttive, comprese quelle agricole e agroalimentari.
Il lavoro digitale e la nuova frontiera dello sfruttamento
Il DL 62/2026, dedicato al contrasto del caporalato digitale, è il segnale più evidente di come il mercato del lavoro stia cambiando. Il decreto interviene su piattaforme, algoritmi e intermediazioni opache che negli ultimi anni hanno creato nuove zone d’ombra, spesso lontane dai luoghi fisici del lavoro ma non per questo meno problematiche. E, sebbene il provvedimento nasca guardando ai rider e ai servizi “on demand”, il suo raggio d’azione sfiora anche l’agricoltura: sempre più spesso, infatti, il reclutamento irregolare passa attraverso chat, app e gruppi chiusi. Il Governo punta a chiudere questi varchi, estendendo la lotta al caporalato anche alle sue forme più moderne.
ETS, CBAM e la transizione che pesa sulle imprese
Sul fronte europeo, il MIMIT ha ribadito il 28 maggio una posizione che ormai è diventata una costante: la transizione climatica è necessaria, ma deve essere compatibile con la sopravvivenza dell’apparato produttivo. L’ETS, con costi crescenti per le emissioni, e il CBAM, con i nuovi obblighi sulle importazioni, stanno ridisegnando le regole del gioco per l’industria europea. L’Italia chiede gradualità, compensazioni e procedure più semplici, temendo che un’applicazione troppo rigida finisca per penalizzare i settori energivori e, a cascata, tutte le filiere che da essi dipendono.
E qui torna in scena anche l’agroalimentare: non è il bersaglio diretto dell’ETS, ma ne subisce gli effetti indiretti. Fertilizzanti, vetro, imballaggi, acciaio per macchinari, logistica del freddo: ogni anello della filiera risente dei costi energetici e delle nuove regole europee. Il rischio, per molte imprese, è di vedere erosi margini già sottili.
Energia, territorio e filiere: la cornice della Legge di Bilancio
La Tabella 9 della Legge di Bilancio 2026, dedicata ad ambiente e sicurezza energetica, rappresenta la cornice finanziaria di questa transizione. Rinnovabili, reti, efficienza, comunità energetiche: sono strumenti che il Governo considera essenziali per ridurre la dipendenza energetica e sostenere la competitività delle imprese. Per l’agricoltura, queste misure non sono solo un supporto: possono diventare un’occasione. Serre, stalle, frantoi, cantine, cooperative: tutti settori che consumano energia e che potrebbero trasformarsi in produttori, grazie a fotovoltaico, agrovoltaico e biogas.
Un filo unico che attraversa lavoro, industria e agricoltura
Guardando questi tre dossier insieme, emerge un filo rosso: il tentativo di governare una trasformazione profonda senza lasciare indietro i settori più esposti. Il lavoro digitale richiede nuove tutele; la transizione climatica impone nuove regole; l’energia resta il nodo che lega tutto. E l’agricoltura, spesso percepita come un mondo a parte, è invece pienamente dentro questa partita: subisce i costi della transizione, ma può anche diventare uno dei protagonisti della nuova economia energetica e delle filiere pulite.
Le Commissioni torneranno a riunirsi nei prossimi giorni, ma il quadro politico è già in movimento: il Governo si muove su più fronti, cercando di tenere insieme innovazione, sostenibilità e competitività, mentre Bruxelles continua a ridisegnare le regole del mercato europeo.