(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - La filiera olivicola italiana si presenta oggi come uno dei comparti più esposti alle tensioni del mercato globale e ai cambiamenti climatici. Non sorprende, quindi, che nelle ultime ore si sia registrata una mobilitazione compatta delle principali organizzazioni del settore, che hanno rivolto al MASAF una serie di richieste urgenti per mettere in sicurezza produzione, redditività e reputazione dell’extravergine italiano.
Il quadro è chiaro: tra oscillazioni dei prezzi, importazioni in crescita, fenomeni di triangolazione e un’annata produttiva segnata da stress idrici e fitopatie, il settore sente la necessità di un intervento politico strutturale. Le richieste avanzate convergono su alcuni punti chiave.
La prima riguarda il rafforzamento dei controlli, sia alle frontiere sia lungo la filiera commerciale. Le organizzazioni chiedono un potenziamento dell’attività ispettiva, con particolare attenzione alle pratiche fraudolente che sfruttano l’origine estera del prodotto per immetterlo sul mercato come italiano. È un tema che tocca direttamente la credibilità del Made in Italy e la tutela dei consumatori.
Il secondo fronte è quello del credito agevolato. Molte aziende olivicole, soprattutto nelle aree interne e collinari, stanno affrontando costi crescenti e margini ridotti. La richiesta è di attivare strumenti finanziari rapidi, capaci di sostenere investimenti in ammodernamento, irrigazione, difesa fitosanitaria e innovazione tecnologica.
Terzo punto: l’accelerazione del Piano Olivicolo Nazionale, considerato essenziale per rilanciare la competitività del settore. Le organizzazioni chiedono tempi certi, risorse adeguate e una governance capace di coordinare ricerca, imprese e territori.
Infine, un capitolo sempre più centrale: la tracciabilità avanzata. La filiera propone l’uso di tecnologie innovative — blockchain, marcatori isotopici, sistemi digitali di certificazione — per garantire l’origine del prodotto e contrastare le triangolazioni che alterano il mercato e danneggiano i produttori onesti.
La mobilitazione della filiera non è episodica: è il segnale di un settore che percepisce la necessità di una risposta politica forte, capace di coniugare tutela del Made in Italy, competitività internazionale e sostenibilità. Il messaggio al MASAF è chiaro: l’olio non è solo un prodotto agricolo, ma un asset strategico del Paese, e richiede strumenti adeguati per affrontare una fase di trasformazione profonda.