(AGENPARL) - Roma, 29 Maggio 2026 - A Conegliano, nel cuore della viticoltura italiana riconosciuta dall’Unesco, il 79° Congresso nazionale di Assoenologi sta diventando molto più di un appuntamento tecnico: è un termometro politico, culturale e identitario del mondo del vino nel 2026. La tre giorni, aperta ieri e in corso fino al 30 maggio, mette al centro temi che oggi attraversano l’intero comparto: il rapporto tra vino e salute, il dialogo con le nuove generazioni, l’innovazione, la sostenibilità e la capacità delle imprese italiane di muoversi in mercati internazionali sempre più complessi.
La presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, seguita dagli interventi del ministro della Giustizia Carlo Nordio, e i videomessaggi della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, confermano il peso politico dell’evento. Non è un caso: il vino è uno dei settori più esposti alle tensioni normative europee, alle sfide dei consumi e alle narrazioni sulla salute pubblica.
Nel suo messaggio, Meloni ha ribadito un concetto che ormai è diventato un mantra istituzionale: “La viticoltura è un pilastro dell’agroalimentare italiano”. Un settore che non solo rappresenta un simbolo del Made in Italy, ma che continua a esprimere una leadership globale, con l’Italia primo produttore al mondo e detentrice del record di certificazioni di qualità. La premier ha rivendicato la battaglia condotta in Europa per una riforma delle indicazioni geografiche più vicina al modello italiano e per la difesa delle risorse destinate alla promozione del vino sui mercati esteri. E ha lanciato un messaggio politico chiaro: il governo continuerà a contrastare ogni tentativo di demonizzazione del vino.
Sulla stessa linea si è mosso Piantedosi, che ha richiamato il valore sociale del vino come elemento di convivialità e cultura, sottolineando però l’importanza di promuovere tra i giovani un consumo consapevole e responsabile. Un equilibrio non semplice, soprattutto in un momento in cui il dibattito europeo oscilla tra tutela della salute e riconoscimento del valore culturale del vino.
Il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ha colto il punto: il settore vive un momento complesso, tra difficoltà economiche, pressioni normative e cambiamenti nei consumi. Ma guarda al futuro con ottimismo, chiedendo unità e un linguaggio nuovo, capace di parlare ai giovani e di contrastare quelle “posizioni di ostracismo sanitario” che rischiano di penalizzare un patrimonio identitario del Paese.
Il congresso, insomma, non è solo un confronto tecnico tra enologi: è un luogo in cui si definisce la narrazione del vino italiano nel mondo contemporaneo. Un mondo che cambia rapidamente, e che chiede al settore di cambiare con lui, senza perdere la propria anima.