(AGENPARL) - Roma, 28 Maggio 2026 - La proposta di legge A.C. 752, come riformulata in XIII Commissione, nasce con un obiettivo chiaro: favorire l’ingresso dei giovani nel settore agricolo e sostenere il ricambio generazionale, oggi uno dei punti più critici dell’agricoltura italiana. Il dossier lo afferma esplicitamente: “la proposta di legge… reca disposizioni per la promozione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile nel settore agricolo”.
Il testo, articolato in 13 articoli e suddiviso in cinque Capi, costruisce un impianto normativo ampio che combina definizioni, incentivi fiscali, strumenti finanziari, misure su terra e prelazione, servizi di sostituzione e governance nazionale.
La definizione di impresa giovanile agricola (art. 2) è allineata alle norme europee: richiama infatti il Reg. (UE) 1305/2013, che definisce il giovane agricoltore come una persona “di età non superiore a quaranta anni”, e il Reg. (UE) 2021/2115, che colloca la fascia tra 35 e 40 anni. La proposta italiana amplia la soglia fino a 41 anni, includendo imprese individuali, società di persone, cooperative e società di capitali, purché la componente giovanile sia almeno pari alla metà.
Il cuore finanziario del provvedimento è l’art. 3, che istituisce presso il MASAF un Fondo da 15 milioni di euro annui destinato al primo insediamento. Le risorse serviranno a cofinanziare programmi regionali, nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato. Il dossier ricorda che “è istituito… un Fondo con una dotazione di 15 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024”. La ripartizione avverrà tramite decreto MASAF–MEF, ma il testo segnala la necessità di prevedere un coinvolgimento delle Regioni, alla luce della sentenza Corte Cost. n. 179/2022, che ha censurato fondi statali privi di intesa in materie di competenza regionale (come l’agricoltura).
Sul piano fiscale, l’art. 4 introduce un regime agevolato con imposta sostitutiva al 12,5% per le nuove imprese giovanili, a condizione che non abbiano esercitato attività agricola nei tre anni precedenti e che non si tratti di trasferimenti di aziende preesistenti. L’art. 5 riduce del 50% i compensi notarili per l’acquisto di terreni agricoli fino a 200.000 euro, mentre l’art. 7 abbassa al 60% le imposte di registro, ipotecarie e catastali per l’ampliamento delle superfici coltivate.
Un altro tassello importante è la formazione: l’art. 6 riconosce un credito d’imposta dell’80% (fino a 2.500 euro) per corsi di gestione aziendale, rivolto ai giovani imprenditori attivi dal 2021. È un incentivo mirato a rafforzare le competenze manageriali, oggi essenziali per la competitività delle aziende agricole.
Il provvedimento interviene anche su aspetti strutturali del settore. L’art. 8 riforma la prelazione tra confinanti, introducendo criteri preferenziali per imprese con presenza di giovani coltivatori diretti o IAP, e abroga l’art. 7 del d.lgs. 228/2001. L’art. 9 sostiene i servizi di sostituzione, fondamentali per consentire ai giovani imprenditori di partecipare a corsi, aggiornamenti o far fronte a esigenze familiari. Le Regioni possono inoltre incentivare l’uso del patto di famiglia per favorire passaggi generazionali ordinati.
Sul piano della governance, l’art. 10 istituisce l’Osservatorio nazionale per l’imprenditoria e il lavoro giovanile in agricoltura (ONILGA), composto da MASAF, ISMEA, CREA, organizzazioni agricole e associazioni giovanili. L’Osservatorio avrà funzioni di monitoraggio, raccolta dati, analisi normativa e supporto alle amministrazioni, oltre a promuovere politiche attive e sviluppo rurale.
Infine, l’art. 11 consente ai Comuni di riservare fino al 50% dei posteggi nei mercati di vendita diretta ai giovani agricoltori, favorendo l’accesso al mercato e la valorizzazione delle produzioni.
Il dossier dedica un’ampia parte finale al riparto di competenze ex art. 117 Cost.. L’agricoltura è materia residuale regionale, ma la proposta incrocia competenze statali esclusive (tutela della concorrenza, sistema tributario, ordinamento amministrativo) e concorrenti (formazione professionale, lavoro, salute, ricerca). Per questo si suggerisce di introdurre l’intesa in Conferenza Stato–Regioni per il decreto di riparto del Fondo, per evitare profili di incostituzionalità.
Nel complesso, la proposta A.C. 752 costruisce un quadro normativo integrato, che combina incentivi economici, leve fiscali, strumenti giuridici e governance multilivello, con l’obiettivo di rendere l’agricoltura un settore realmente accessibile ai giovani e capace di rinnovarsi.