(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - "Le parole di Meloni e Foti non possono cancellare la realtà certificata anche dalla Corte dei Conti. Altro che modello europeo: sul Pnrr si sta consumando un grande fallimento del governo Meloni. Il Piano ottenuto dal Partito Democratico e dal governo giallorosso ha garantito all'Italia oltre 200 miliardi di euro per modernizzare il Paese, sostenere la crescita, rafforzare sanità, scuola, infrastrutture, cura del territorio, ambiente, energia, coesione sociale e territoriale. Oggi, però, questa straordinaria opportunità rischia di essere sprecata dall'incapacità della destra di trasformare le risorse in investimenti concreti.
La Corte dei Conti certifica che, a pochi mesi dalla scadenza del giugno 2026, pur avendo l'Italia ottenuto dalla Commissione europea trasferimenti per 153,2 miliardi di euro, pari a circa il 79% della dotazione complessiva del Piano, con 366 traguardi e obiettivi raggiunti su 575, l'avanzamento procedurale dei progetti non si traduce sempre in quello finanziario e materiale degli interventi. La spesa è ferma al 76% delle risorse totali a pochi mesi dalla chiusura. Questo significa che manca ancora una enorme mole di investimenti da realizzare, con ritardi pesantissimi soprattutto su scuola, sanità, inclusione sociale e opere territoriali. È la dimostrazione che c'è una distanza siderale tra gli annunci propagandistici del governo e la reale capacità di attuazione degli investimenti.
Meloni rivendica il rispetto della tabella di marcia europea, ma il problema vero è che il governo ha passato più tempo a modificare il Piano che a realizzarlo. Aver ottenuto le rate dall'Europa non basta se poi scuole, ospedali, asili, opere ambientali e infrastrutture restano incompiuti nei territori. Anche la Corte dei Conti ha segnalato ritardi e preoccupazioni sui tempi di completamento di molti interventi. Chiediamo trasparenza e verità al Paese: mancano pochi mesi alla conclusione del Piano e il rischio concreto è perdere miliardi e lasciare incompiute opere strategiche per cittadini e imprese. Il governo smetta con l'autopromozione e si assuma finalmente la responsabilità politica dei ritardi accumulati". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
Roma, 27 maggio 2026