(AGENPARL) - Roma, 27 Maggio 2026 - Nel quadro delle politiche nazionali su energia, agricoltura e ambiente, il Governo sta portando avanti la definizione del Decreto PNRR 2026, un provvedimento che assume un peso politico significativo perché incrocia tre direttrici strategiche: la sicurezza energetica, la competitività del sistema agricolo e il rispetto degli impegni assunti dall’Italia in sede europea. Il decreto si inserisce infatti nel perimetro del Regolamento (UE) 2021/241, che disciplina il dispositivo per la ripresa e la resilienza, e rappresenta uno snodo essenziale per garantire il rispetto delle milestone e dei target concordati con la Commissione europea.
All’interno di questo quadro, l’agrivoltaico occupa una posizione centrale. Dopo gli interventi normativi degli ultimi anni – dal DL 77/2021 sulla governance del PNRR al DL 13/2023 (PNRR-ter) – il Governo punta ora a superare i ritardi autorizzativi e a consolidare un modello di integrazione tra produzione agricola ed energia rinnovabile. Il decreto prevede oltre un miliardo di euro per impianti agrivoltaici integrati, accompagnati da un pacchetto di semplificazioni procedurali e da un rafforzamento del coordinamento tra Ministeri e Regioni. L’obiettivo è duplice: aumentare la capacità nazionale di generazione rinnovabile e offrire alle imprese agricole una leva di redditività aggiuntiva in un contesto di costi crescenti e volatilità dei mercati.
Il tema si collega anche alla recente Legge 25 marzo 2026, n. 52/26, che ha ratificato l’Accordo Italia–Santa Sede per la realizzazione dell’impianto agrivoltaico di Santa Maria di Galeria. La legge è ora in fase di attuazione e le Commissioni competenti – Esteri, Ambiente, Industria/Agricoltura – seguono gli sviluppi applicativi, in un quadro che richiede monitoraggio costante e uniformità interpretativa.
Accanto all’agrivoltaico, il decreto interviene in modo rilevante sul biometano, destinando 2,2 miliardi di euro a una filiera considerata strategica per la decarbonizzazione e per la valorizzazione dei sottoprodotti agricoli. L’intervento si colloca in continuità con il DM 15 settembre 2022 e con la strategia europea REPowerEU, puntando a incrementare la produzione nazionale e a ridurre la dipendenza energetica dall’estero.
Un altro pilastro del provvedimento riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili, per le quali sono previsti 795 milioni di euro. Le CER rappresentano uno strumento politico di riequilibrio territoriale, capace di ridurre i costi energetici, generare benefici economici condivisi e rafforzare la resilienza delle comunità locali. Il quadro normativo di riferimento è quello del D.Lgs. 199/2021 e del DM CER 2024, che hanno definito il perimetro operativo delle comunità energetiche nel nostro Paese.
Infine, il decreto introduce nuovi requisiti di formazione e certificazione per gli installatori di impianti rinnovabili, in linea con gli standard europei previsti dalla Direttiva (UE) 2018/2001 (RED II). È un passaggio cruciale per garantire qualità, sicurezza e uniformità nell’esecuzione degli interventi, in un settore in rapida espansione.
Nel complesso, il Decreto PNRR 2026 si configura come un provvedimento politico che unisce energia, agricoltura e ambiente, con l’obiettivo di accelerare la transizione verde e sostenere la competitività delle imprese. Il Governo punta a chiudere rapidamente il testo per evitare il rischio di perdita di risorse PNRR e per rispondere alle criticità segnalate dagli operatori, in particolare sul fronte agrivoltaico, dove ritardi autorizzativi e scadenze ravvicinate rischiano di compromettere investimenti già programmati.