(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Disciplina della professione di pizzaiolo: analisi dei ddl 385, 1267 e 1751
La discussione parlamentare sui disegni di legge AS 385, 1267 e 1751, attualmente all’esame della 9ª Commissione del Senato, rappresenta il primo tentativo organico di definire una disciplina normativa della professione di pizzaiolo e di istituire un Registro nazionale dei pizzaioli professionisti. Si tratta di un intervento atteso da anni dal settore, che conta oltre 50.000 imprese, centinaia di migliaia di addetti e un valore economico stimato in più di 15 miliardi di euro annui, ma che non dispone ancora di un riconoscimento giuridico unitario.
I tre ddl condividono l’obiettivo di colmare questo vuoto, pur partendo da impostazioni parzialmente differenti. L’AS 385 (Amidei) propone una disciplina generale dell’attività e l’istituzione di un Registro nazionale presso il MIMIT, con requisiti minimi di formazione e possibilità di riconoscimento dell’esperienza professionale maturata sul campo. L’AS 1267 (Cantalamessa, Bergesio, Bizzotto) introduce una qualifica professionale certificata, ottenibile tramite percorso formativo, pratica obbligatoria ed esame finale, prevedendo inoltre un Albo nazionale e norme transitorie per i pizzaioli con almeno dieci anni di esperienza documentata. L’AS 1751 (Naturale) amplia ulteriormente il quadro, articolandosi in undici articoli che includono un registro nazionale, una prova teorico-pratica di validazione delle competenze, l’introduzione di un codice ATECO specifico e disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro e fiscalità.
La relatrice, Sen. Anna Maria Fallucchi, ha più volte evidenziato come la professione del pizzaiolo, pur essendo riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale (arte del pizzaiolo napoletano), resti priva di un quadro normativo che ne definisca competenze, responsabilità e percorsi formativi. Da qui l’orientamento della Commissione verso un testo unificato, capace di armonizzare le tre proposte e di offrire una disciplina coerente, moderna e rispettosa delle specificità del settore.
In sintesi, i ddl 385, 1267 e 1751 rappresentano un passaggio decisivo verso la professionalizzazione di una figura centrale per il Made in Italy agroalimentare. La loro unificazione potrebbe dare vita a una normativa che valorizza competenze tecniche e tradizione culturale, rafforza la tutela dei lavoratori e garantisce standard qualitativi elevati per i consumatori