(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - "Le parole pronunciate oggi dalla Presidente del Consiglio all'assemblea di Confindustria sono, ancora una volta, un esercizio di propaganda stantia che nasconde una contraddizione politica clamorosa e insostenibile. Meloni chiede all'Europa di fare meno e meglio, rafforzando così la competitività. Anzitutto è il contrario di quello che serve: maggiori risorse UE, anche con eurobond, per sostenere maggiori investimenti nelle filiere industriali strategiche, nella coesione sociale, nell'agricoltura e per accompagnare misure energetiche adeguate a sostegno di famiglie e imprese. Poi, le ricordiamo ad ogni modo, che se deve sollecitare interventi sulla competitività, dovrebbe rivolgersi a se stessa, visto che, da quattro anni al governo, non ha fatto nulla in sede di Consiglio UE. Anzi ha scelto per anni di fare la portavoce in Europa dell'America first di Trump, spalleggiando i nazionalisti e i sovranisti che hanno sistematicamente bloccato ogni salto in avanti dell'integrazione europea. Non si può tirare per anni il freno a mano in Europa e poi lamentarsi che il treno va troppo piano. L'Europa non è il problema dell'Italia. L'Europa, con i suoi valori di democrazia, libertà e solidarietà, è la soluzione. Il problema è un governo che ha scelto di indebolirla dall'interno invece di rafforzarla, rendendoci più vulnerabili di fronte alle crisi internazionali. È tempo che la Presidente Meloni smetta di usare l'Europa come parafulmine dei propri fallimenti e assuma finalmente le responsabilità che quattro anni di governo comportano".
Roma,26 maggio 2026