(AGENPARL) - Roma, 26 Maggio 2026 - Nel pomeriggio del 26 maggio, le Commissioni 8ª (Ambiente) e 9ª (Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare) si riuniscono in seduta congiunta per avviare l’esame coordinato dei disegni di legge 1552, 596, 1302, 1577 e 1656, tutti finalizzati a intervenire sulla legge 11 febbraio 1992, n. 157, che rappresenta tuttora il quadro normativo di riferimento per la tutela della fauna selvatica omeoterma e per la disciplina del prelievo venatorio.
La decisione di procedere con un esame congiunto nasce dall’esigenza di affrontare in modo organico un insieme di proposte che, pur provenendo da iniziative parlamentari diverse, muovono tutte dalla constatazione che l’attuale impianto della legge 157/1992 non risponde più pienamente alle criticità emerse negli ultimi anni. L’incremento demografico di alcune specie, in particolare degli ungulati, ha infatti generato impatti significativi sulle attività agricole, sulla sicurezza stradale e sulla gestione complessiva del territorio, rendendo necessario un aggiornamento della normativa.
I provvedimenti in discussione intervengono su vari aspetti tecnici della legge vigente. Tra i punti ricorrenti vi sono la revisione dei piani di controllo faunistico, con l’obiettivo di renderli più rapidi e operativi; il rafforzamento delle competenze regionali, soprattutto nella programmazione e nell’attuazione delle misure di gestione; e una definizione più chiara delle figure abilitate agli interventi, come selecontrollori e operatori formati, con la possibilità di ampliare le categorie autorizzabili. Le proposte includono inoltre strumenti più flessibili per il contenimento delle specie in sovrannumero e per la prevenzione dei danni alle colture.
La seduta congiunta delle ore 16 rappresenta quindi un passaggio significativo nel percorso di revisione della legge 157/1992. Le modifiche prospettate incidono direttamente sulle competenze degli enti territoriali e sulle modalità operative di gestione della fauna selvatica, con ricadute rilevanti per il settore agricolo, per la sicurezza pubblica e per l’equilibrio degli ecosistemi. L’esame coordinato dei ddl consente alle Commissioni di valutare la coerenza complessiva delle proposte e di orientare eventuali interventi di armonizzazione normativa.