(AGENPARL) - Roma, 22 Maggio 2026 - Negli ultimi mesi, la situazione in Cisgiordania si è deteriorata in modo significativo. La violenza dei coloni ha raggiunto livelli senza precedenti. Le politiche e le pratiche del governo israeliano, compreso un ulteriore consolidamento del controllo israeliano, stanno minando la stabilità e le prospettive di una soluzione a due Stati.
Il diritto internazionale è chiaro: gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono illegali. I progetti di costruzione nell’area E1 non farebbero eccezione.
Il progetto di sviluppo dell’insediamento E1 dividerebbe in due la Cisgiordania e costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale.
Le imprese non dovrebbero partecipare alle gare d’appalto per la costruzione di insediamenti E1 o di altri insediamenti. Dovrebbero essere consapevoli delle conseguenze legali e reputazionali derivanti dalla partecipazione alla costruzione di insediamenti, compreso il rischio di incorrere in gravi violazioni del diritto internazionale.
Chiediamo al Governo di Israele di porre fine all’espansione degli insediamenti e dei poteri amministrativi, di garantire la responsabilità per le violenze perpetrate dai coloni e di indagare sulle accuse contro le forze israeliane, di rispettare la custodia hashemita dei Luoghi Santi di Gerusalemme e gli accordi storici sullo status quo, e di revocare le restrizioni finanziarie all’Autorità Palestinese e all’economia palestinese. Ci opponiamo fermamente a coloro, compresi membri del governo israeliano, che sostengono l’annessione e lo sfollamento forzato della popolazione palestinese.
Riaffermiamo il nostro impegno incrollabile per una pace globale, giusta e duratura, basata su una soluzione negoziata a due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, in cui due Stati democratici, Israele e Palestina, vivano fianco a fianco in pace e sicurezza entro confini sicuri e riconosciuti.
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Over the past few months, the situation in the West Bank has deteriorated significantly. Settler violence is at unprecedented levels. The policies and practices of the Israeli government, including a further entrenchment of Israeli control, are undermining stability and prospects for a two-state solution.
International law is clear: Israeli settlements in the West Bank are illegal. Construction projects in the E1 area would be no exception.
The E1 settlement development would divide the West Bank in two and mark a serious breach of international law.
Businesses should not bid for construction tenders for E1 or other settlement developments. They should be aware of legal and reputational consequences of participating in settlement construction including the risk of involving themselves in serious breaches of international law.
We call on the Government of Israel to end its expansion of settlements and administrative powers, ensure accountability for settler violence and investigate allegations against Israeli forces, respect the Hashemite custodianship over Jerusalem’s Holy Sites and the historic status quo arrangements, and lift financial restrictions on the PA and the Palestinian economy. We strongly oppose those, including members of the Israeli government, who argue for annexation and forcible displacement of the Palestinian population.
We reaffirm our unwavering commitment to a comprehensive, just and lasting peace based on a negotiated two-state solution in accordance with relevant UN Security Council resolutions where two democratic states, Israel and Palestine, live side by side in peace and security within secure and recognised borders.
