(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - Salvini
"Il piano economico del Ponte sullo Stretto è già archiviato dalla crisi.
Con l'aumento dei costi dell'acciaio, del cemento e dei trasporti, legato
anche alle nuove condizioni di mercato e al caro energia, il costo
complessivo dell'opera rischia di crescere almeno tra il 10-15%. Questo
significa un aumento di circa 2,1 miliardi rispetto ai 14,5 miliardi già
previsti dal Def. Una cifra enorme, che il governo non può continuare a
nascondere sotto il tappeto mentre Salvini fa propaganda su un'opera
inutile, sbagliata e dannosa.
La presidente Meloni deve fermare la follia di Salvini che è una tassa
contro gli italiani. Il governo dovrà rivedere i costi nella futura
delibera CIPESS, se mai sarà mandata avanti, visto che restano ancora
aperte gravi criticità e violazioni sul fronte della direttiva appalti e
della normativa ambientale.
Ogni giorno il Ponte perde un pezzo: aumentano i costi, aumentano le ombre,
aumentano i rischi per i cittadini e per i territori. Salvini continua a
usare questa opera come una bandiera personale, non per rispondere ai
bisogni reali degli italiani, ma per alimentare la sua folle propaganda.
Faccia finalmente un atto di responsabilità: rinunci al Ponte sullo Stretto
e investa quelle risorse nella sanità pubblica, nella messa in sicurezza
del territorio dal rischio idrogeologico, nell'energia pulita e nella
creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro veri".
