(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - "Oggi basta uno smartphone per arruolare un adolescente"
Strasburgo – "Il reclutamento dei minori da parte della criminalità
organizzata non è più un fenomeno marginale, ma una strategia consolidata e
in continua evoluzione. Oggi basta uno smartphone per arruolare un
adolescente". Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia-ECR Lara
dibattito dedicato al reclutamento dei minori nella criminalità
organizzata. Nel suo intervento, Magoni ha richiamato il caso avvenuto a
Firenze, dove un quindicenne tunisino è stato arrestato con l'accusa di
terrorismo internazionale dopo contatti online con ambienti riconducibili
al Daesh. "È la conferma di un cambio di paradigma – ha affermato –. Non
esiste più soltanto il reclutamento nel quartiere: le organizzazioni
criminali entrano nei social network, nelle chat criptate e perfino nei
videogiochi online". Secondo l'eurodeputato di Fratelli d'Italia, il
fenomeno coinvolge ormai l'intera Europa e richiede una risposta coordinata
a livello comunitario. "Un ragazzo non viene più avvicinato: viene
profilato, contattato e arruolato. Prima arrivano la promessa di soldi
facili, poi l'identità e il senso di appartenenza. È così che si costruisce
richiamati anche i dati del Servizio di Ricerca del Parlamento europeo,
secondo cui nell'Unione europea sono attive 821 reti criminali ad alto
rischio, con oltre 25 mila persone coinvolte. I minori reclutati sarebbero
impiegati in oltre il 70% delle attività dei mercati illegali, in
particolare nel traffico di droga, ma anche nelle frodi online, nei reati
contro il patrimonio e nelle attività logistiche delle organizzazioni
criminali. Magoni ha inoltre sottolineato come il fenomeno stia
interessando fasce d'età sempre più basse. "In alcuni Paesi europei il
primo reclutamento avviene già a 12 anni. È una deriva che impone un'azione
immediata sul fronte della prevenzione, dell'educazione digitale e della
positivo l'esperienza italiana del progetto "Liberi di scegliere", che
consente di allontanare i minori da contesti familiari mafiosi offrendo
loro percorsi alternativi. "La posta in gioco – ha concluso – non è
soltanto la sicurezza, ma il futuro stesso dei nostri giovani e la capacità
dell'Europa di impedire che il primo clic di un adolescente diventi
l'ingresso in una rete criminale da cui uscire è quasi impossibile".