(AGENPARL) - Roma, 21 Maggio 2026 - tagli e precariato. Basta licenziamenti e salari da fame. Siamo a accanto a
loro e pretendiamo rispetto dal Governo nei confronti di chi lavora*
Oggi a Roma due sit-in, due vertenze diverse, rivendicazioni diverse ma lo
stesso messaggio: serve rispetto per chi lavora.
Gli impiegati del British Council Italia scioperano contro 108
licenziamenti su 130 dipendenti — più dell'80% della forza lavoro,
concentrati soprattutto in Italia. Non una crisi, come ammette la società:
una scelta politica, calata dall'alto da un management londinese che ignora
le realtà locali e scarica i costi su chi lavora sul campo. Il risultato?
Esami ceduti a privati, corsi cancellati, customer service delocalizzato
all'estero. Un'istituzione culturale nata per unire Italia e Regno Unito
che stanno smantellando pezzo per pezzo.
Lo afferma Elisabetta Piccolotti di Avs.
I lavoratori Istat chiedono invece – prosegue la deputata rossoverde –
quello che dovrebbe essere scontato: stipendi dignitosi, progressioni di
carriera bloccate da anni, stabilizzazione per i precari in scadenza a
giugno e il riconoscimento di 538 tecnici amministrativi ancora inquadrati
sotto il loro livello reale. Persone che producono la statistica pubblica
italiana, un bene comune, pagate meno di colleghi in enti equivalenti.
Solidarietà a entrambe le vertenze. Perché dietro ogni numero, dietro i 108
licenziamenti, le 538 sotto-inquadrati, i 18 euro di indennità mensile ci
sono persone, famiglie, anni di competenze che lo Stato e le istituzioni
non possono permettersi di disperdere. In quasi quattro anni di Governo
Meloni non abbiamo visto una soluzione concreta: nessuno stop ai
licenziamenti, nessuna stabilizzazione dei precari, stipendi sempre troppo
bassi. Toccherà a noi cambiare le cose, – conclude Piccolotti – speriamo
presto.