(AGENPARL) - Roma, 20 Maggio 2026 - La seduta congiunta del 19 maggio 2026, della 8ª Commissione Ambiente e della 9ª Commissione Agricoltura e Industria ha riportato al centro del dibattito parlamentare uno dei temi più sensibili per il mondo rurale: la gestione della fauna selvatica e l’impatto crescente sulle attività agricole. Sul tavolo, il DDL n. 1552, che interviene in modo significativo sulla storica legge 157/1992, ridefinendo competenze, strumenti di controllo e procedure autorizzative.
La riunione, molto partecipata, si è svolta in un clima di forte attenzione politica, alimentato anche dalla mozione sul comparto agroalimentare approvata in Aula nel pomeriggio. Un collegamento non casuale: la pressione della fauna selvatica — in particolare cinghiali e ungulati — è ormai percepita come una delle principali emergenze per le aziende agricole, con danni economici che le organizzazioni di categoria stimano in centinaia di milioni di euro l’anno.
Agricoltori in difficoltà: “Serve rapidità negli interventi”
Nel corso della seduta, diversi senatori hanno richiamato la necessità di “strumenti più rapidi e operativi” per contenere le specie problematiche. Le Regioni, secondo le posizioni emerse, lamentano procedure troppo lente e un eccesso di vincoli tecnici, mentre gli agricoltori chiedono un quadro normativo più chiaro e interventi tempestivi per proteggere colture come vigneti, oliveti e seminativi.
Il tema della sicurezza pubblica è stato più volte evocato: l’aumento degli incidenti stradali causati da fauna selvatica è considerato un ulteriore elemento di urgenza.
Regioni e ISPRA, il nodo delle competenze
Uno dei punti più discussi riguarda il rapporto tra Regioni e ISPRA, l’istituto scientifico che oggi esprime pareri vincolanti sui piani di controllo. Alcuni interventi hanno proposto una maggiore autonomia regionale, altri hanno difeso il ruolo tecnico‑scientifico dell’ente, ritenuto essenziale per garantire equilibrio ecosistemico e tutela delle specie.
Il DDL in esame punta a semplificare le procedure, ma il confronto politico resta aperto.
Caccia e controllo selettivo: verso un nuovo equilibrio
La revisione dei calendari venatori, alla luce dei cambiamenti climatici e delle nuove dinamiche migratorie, è un altro capitolo del provvedimento. Si discute inoltre dell’ampliamento degli strumenti di controllo selettivo, soprattutto nelle aree periurbane dove la presenza di fauna selvatica è in costante aumento.
Alcuni senatori hanno sottolineato la necessità di distinguere nettamente tra attività venatoria e interventi di contenimento, per evitare sovrapposizioni e garantire trasparenza.
Un dibattito che riflette un’emergenza nazionale
La seduta delle 18 si inserisce in una giornata parlamentare dominata dai temi agricoli: poche ore prima, l’Aula aveva approvato la mozione n. 185 sulla competitività del comparto agroalimentare, richiamando la necessità di politiche strutturali per sostenere le imprese italiane.
Il DDL sulla fauna selvatica è considerato parte integrante di questo percorso. Le Commissioni torneranno a riunirsi nei prossimi giorni per proseguire l’esame degli emendamenti.