(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - "Sul tema del progetto "Green Digital Hub" e dell'intervento "SI.FA Società & energia", assistiamo da giorni a ricostruzioni politico-giornalistiche prive di qualsiasi fondamento documentale. È necessario ristabilire la verità dei fatti a tutela dei cittadini e della trasparenza dell'azione amministrativa della Regione Basilicata". È quanto sottolinea il Presidente Vito Bardi.
Per quanto riguarda la situazione dell'area SIN di Tito, le problematiche ambientali e in particolare quelle dell'area ex Daramic costituiscono criticità storiche, note e documentate da anni. "Tali criticità – precisa Bardi – sono oggetto di specifici e continui stanziamenti istituzionali indipendenti, regolati da autonomi accordi di programma e procedimenti amministrativi". Tra questi si inseriscono i recenti 12 milioni di euro approvati dalla Regione con la deliberazione del 27 dicembre 2024 per la messa in sicurezza e la bonifica. Il progetto "Green Digital Hub" non ha mai avuto una finalità di risanamento ambientale di quell'area. L'accertato e imprevedibile aggravamento nel tempo delle condizioni ambientali della zona ha inevitabilmente inciso sulla concreta realizzabilità dell'opera originaria.
La Regione, inoltre, smentisce categoricamente l'ipotesi di un abbandono del territorio di Tito o delle attività scientifiche del CNR. Al contrario, proprio all'interno delle interlocuzioni avviate su richiesta del CNR, si stanno valutando possibili soluzioni localizzative alternative ritenute maggiormente compatibili sotto il profilo ambientale e logistico, vicine alle infrastrutture in cui l'ente di ricerca ha già effettuato consistenti investimenti. L'obiettivo comune delle istituzioni coinvolte resta quello di salvaguardare la presenza delle attività di ricerca sul territorio.
Tra le inesattezze diffuse pubblicamente, infine, si registra la falsa notizia del pensionamento del Direttore Generale per la Programmazione Economico-Finanziaria, Alfonso Morvillo. Il Direttore non è mai stato collocato in quiescenza e, a seguito della proroga del mandato ottenuta il 17 ottobre 2024, resterà pienamente in carica fino al 31 dicembre 2026, continuando a svolgere tutte le sue funzioni istituzionali, incluse quelle relative al dossier in questione.
"Il confronto politico – conclude Bardi – è sempre legittimo, ma la ricostruzione dei fatti deve necessariamente fondarsi sulla documentazione ufficiale e sugli atti formalmente adottati. I provvedimenti dimostrano che siamo davanti a interventi distinti, con coperture separate e differenti governance. Il nostro impegno per la bonifica di Tito e per il mantenimento della ricerca scientifica resta massimo, così come lo è il supporto ai nuovi progetti di sviluppo energetico e sociale nel Metapontino".
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