(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - difesa e nucleare*
Le due diverse mozioni presentate dalla maggioranza al Senato sono una
prova di ambiguità, sia sui temi energetici che della difesa. Se nella
prima versione della mozione, preso atto dell'obiettivo del 5 per cento del
Pil al 2035 per le spese della difesa concordate in ambito Nato, se ne
richiedeva la revisione, nella seconda versione della mozione il tema è
stato semplicemente cancellato, così che la posizione del Governo continua
a essere indeterminata, visto che gli unici aumenti realizzati fino a
questo momento sono mere riclassificazioni di vecchie voci di spesa.
Inoltre, non ha alcun senso la richiesta all'Ue di considerare come parte
delle spese per la difesa quelle che aumentano la sicurezza energetica, per
estendere i benefici della flessibilità prevista dal patto di stabilità per
le spese militari. Se il Governo vuole continuare su questo un negoziato
con la Commissione – tenendo presente che il costo dell'extradeficit
comunque si paga – deve farlo con chiarezza, non con artifici contabili. Ma
per recuperare risorse, bisogna partire dal tagliare le rendite assurde dei
monopolisti della distribuzione e trasmissione elettrica, che hanno un
rapporto tra utili e fatturato di 3 o 4 volte superiori ai loro omologhi
francesi e tedeschi e dei concessionari di idroelettrico e geotermico che
vendono a prezzi anche 5 volte superiori al costo di produzione. Infine la
mozione evidenzia una mancanza di coraggio sul tema del nucleare, visto che
il riferimento è esclusivamente al "nucleare di nuova generazione con i
small modular reactor (SMR)", mentre occorre ribadire con chiarezza,
secondo quanto stabilisce il disegno di legge governativo di cui Meloni ha
annunciato l'approvazione entro luglio, che il nucleare deve partire con le
tecnologie commercialmente disponibili e sostenibili in base alla
definizione della tassonomia verde europea, cioè esattamente con le
centrali che sono in costruzione oggi ad esempio in Polonia e Repubblica
Ceca. Non bisogna attendere tecnologie ancora sperimentali, visto che il
tempo è la variabile determinante e sul programma nucleare occorre partire
subito.
