(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - Nota del gruppo regionale di Fratelli d'Italia (il presidente Paolo Pagliaro, la vicepresidente Tonia Spina e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro e Giampaolo Vietri)
"Applausi al comunicatore Antonio Decaro che come un novello Fornero continua a piangere lacrime di coccodrillo: costretto ad aumentare l'Irpef a carico dei pugliesi per coprire, almeno in parte, la voragine nei conti della sanità di 349 milioni di euro, accumulati dal suo predecessore quando lui era sindaco di Bari.
Ma come presidente davvero non possiamo credere che sia incolpevole e inconsapevole di quello che stava accadendo: degli sprechi, delle assunzioni a un mese dalle elezioni, di un'intera campagna elettorale per le Regionali (che vedeva lui come protagonista principale), degli appalti a beneficio dei soliti noti. E ci chiediamo: ma quando ha ricandidato Raffaele Piemontese, Donato Pensassuglia, Sebastiano Leo (assessori con la giunta Emiliano e oggi tutti riconfermati da lui in giunta), Francesco Paolicelli (suo fedelissimo e oggi assessore, ma con Emiliano presidente di Commissione) è mai possibile che nessuno di loro gli abbia raccontato qual era la situazione dei conti in Regione (dalla Sanità all'Economia, perché non è da dimenticare un altro pseudo buco, quello dei finanziamenti alle imprese)? Insomma, Piemontese, assessore uscente alla Sanità, non gli deve aver mai detto che la spesa era fuori controllo, altrimenti in nome di quella tanto decantata discontinuità avrebbe evitato di confermalo in giunta. E che dire del capo dipartimento, Vito Montanaro, che avrebbe dovuto vigilare sui conti della Sanità, possibile che Decaro non abbia mai sentito il bisogno di sentirlo almeno in campagna elettorale? Così da non dire cose false dai palchi o ringraziare l'ex assessore al Bilancio Fabiano Amati per aver 'messo a posto il bilancio', affermando che questo gli avrebbe permesso di governare con serenità e di sapere dove attingere le risorse. Oggi che le attinge dalle tasche dei pugliesi, qualche volta Decaro pensa a quello che ha promesso o dobbiamo davvero credere che fosse Alice nel Paese delle Meraviglie? Condizione che ci preoccuperebbe ancora di più! Ma siccome non lo reputiamo così 'ingenuo' siamo convinti che proprio per questo l'unica difesa che mette in campo è scaricare la responsabilità del buco sull'inflazione e sull'aumento del costo di farmaci ed energia, che sono cresciuti per tutte le Regioni e non solo per la Puglia. La differenza, però, è che le Regioni virtuose sono state capaci di pianificare la spesa e non sforare, mentre la Puglia è precipitata in profondo rosso. Risultato? Da una parte il governo Meloni ha abbassato l'Irpef, dall'altra la Regione Puglia l'ha aumentata con retroattività, e in questo gioco delle tre carte di Decaro i pugliesi, a fine anno, si troveranno a pagare la stangata per conguaglio.

