(AGENPARL) - Roma, 15 Maggio 2026 - “Se entrano le assicurazioni cambia il principio stesso della sanità pubblica”
L’ex ministro della salute, Rosy Bindi, al Policlinico di Bari per i trent’anni da azienda ospedaliero-universitaria. Il dg Sanguedolce: “Efficienza e sostenibilità devono restare legate alla qualità delle cure e al diritto universale alla salute”.
Le dichiarazioni dell’on. Bindi https://we.tl/t-LmCfMN9Q9vPm2NkD
Trent’anni dopo la trasformazione in azienda ospedaliero-universitaria, il Policlinico di Bari ha dedicato il proprio anniversario a rilanciare una riflessione sul futuro della sanità pubblica in Italia. “So bene che questo nostro sistema è oggi in affanno, in grande difficoltà e che non c’è una grande volontà da risolvere i problemi. Anzi forse i problemi si lasciano stare, non si affrontano perché magari si vuole cambiare sistema, si vuole passare quantomeno a un sistema misto-assicurativo”. Lo ha detto Rosy Bindi, già ministro della Sanità, a Bari durante il suo intervento nel corso dell’evento: “Generazione Policlinico: trent’anni di azienda ospedaliero universitaria”.
Bindi ha evidenziato le sue perplessità in merito all’apertura del sistema “verso il privato”: “Quando ci sono in competizione più erogatori, poi il risultato rischia di essere, come purtroppo sta avvenendo, una competizione tra finanziatori. Ma se si affacciano le assicurazioni entra in gioco un altro principio, che è quello della selezione delle malattie e dei malati”.
Nella sua lectio magistralis, dedicata al valore della sanità pubblica come infrastruttura sociale e democratica, Bindi ha ripercorso i punti significativi della riforma del 1999, che porta il suo nome, e che ha rafforzato i principi sanciti nel 1978 con la nascita del Sistema sanitario nazionale.
“Credo – ha dichiarato l’onorevole Bindi – che la scelta fatta nel 1978 sia stata coerente con la Costituzione che, con l’articolo 32, definisce la salute un diritto fondamentale dell’individuo. Se la salute è un diritto, i sistemi sanitari non possono discriminare, devono necessariamente essere universalistici e garantire a tutti, senza nessuna distinzione, ciò che è necessario per mantenere la salute”.
“Il primo maggio del 1996 il Policlinico di Bari è diventato una azienda ospedaliera universitaria autonoma, è stato un momento importante, un’occasione anche di svolta”, ma come ha ricordato il direttore generale Antonio Sanguedolce nel suo intervento, nell’introdurre una cultura della responsabilità organizzativa, della programmazione e dell’integrazione tra assistenza, ricerca e formazione. “Oggi, a trent’anni da quella trasformazione – ha concluso – sappiamo però che efficienza e sostenibilità devono restare strettamente legate alla qualità delle cure, agli esiti clinici e alla capacità di garantire realmente un diritto alla salute universale”.

