(AGENPARL) - Roma, 9 Maggio 2026 - *****
OGGETTO: Nuove ciclovie di collegamento tra sedi universitarie e stazioni:
seriamente a rischio gli 8 milioni del finanziamento PNRR con conseguente
danno erariale. Si rischia anche la revoca del riconoscimento Unesco del
percorso Arabo – Normanno
La Consulta della Bicicletta esprime il proprio disappunto e si dissocia
dalle modalità con cui l'amministrazione comunale sta procedendo alla
realizzazione di 28 km di nuove piste ciclabili finanziate per circa 8
milioni di euro dal PNRR.
In particolare, in relazione al Secondo Lotto, nonostante il progetto
esecutivo sia già interamente appaltato dopo essere stato condiviso con gli
stakeholder e con tutte le Circoscrizioni, ad oggi sono stati realizzate
solo alcune porzioni del tutto periferiche e marginali, avulse dalla scarna
rete di ciclabili esistenti, in netto contrasto con le indicazioni fornite
dalla Consulta.
Dai mass media si apprende che quanto sopra deriverebbe dalla volontà di
assecondare interessi privati, che verrebbero anteposti al pubblico
interesse.
La Consulta della Bicicletta ha già presentato una richiesta di accesso
agli atti per cercare di ricostruire i passaggi politici e burocratici
attraverso i quali l'Amministrazione sta bloccando i cantieri e sta
improvvisando soluzioni alternative, causando un aggravio dei costi di
progettazione e provocando proteste per progetti non opportunamente
condivisi.
Come già più volte evidenziato, queste ulteriori varianti stanno snaturando
il concetto di rete ciclabile già previsto dal PUMS e dal Piano della
Mobilità Dolce del Comune di Palermo. Alcune di queste modifiche, inoltre,
disattendono gli impegni a suo tempo assunti per ottenere il riconoscimento
UNESCO del percorso arabo-normanno: ci si riferisce in particolare alla
Nell'ipotesi, purtroppo sempre più concreta, in cui l'Amministrazione
dovesse perdere il finanziamento del PNRR (la cui scadenza è fissata al
prossimo 30 giugno), essa dovrà assumersi la responsabilità del conseguente
danno erariale: come verranno saldati i lavori ad oggi eseguiti? Si dovrà
ricorrere a debiti fuori bilancio che graveranno sul bilancio comunale?
L'Amministrazione dovrà, altresì, assumersi la responsabilità politica di
alimentare, con tale modus operandi, la ridicolizzazione della mobilità
ciclistica e una vera e propria avversione alle piste ciclabili,
impropriamente additate come la causa di tutti i problemi del traffico di
Palermo.
Avallare la narrazione secondo la quale il commercio al dettaglio vivrebbe
solo in funzione dell'automobile e non trarrebbe vantaggio dalla mobilità
pedonale e ciclabile è anacronistico e già smentito persino dalle poche
esperienze virtuose di Palermo (per non parlare del resto del mondo).
Piegarsi alle richieste di avere strade sempre più a dimensione esclusiva
delle automobili private equivale a non prendere minimamente in
considerazione i problemi relativi agli inquinanti e cancerogeni a cui
TUTTI siamo esposti e che a Palermo risultano tra i peggiori in Italia.
Per quanto sopra, la Consulta della Bicicletta ribadisce la propria
posizione già più volte espressa raccomandando la prosecuzione dei lavori
in coerenza a quanto previsto del progetto esecutivo, scongiurando
riqualificazione della viabilità di questi assi.
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