(AGENPARL) - Roma, 8 Maggio 2026 - UNSA – CISL FP – CONFINTESA FP – FLP – UIL FP GIUSTIZIA
Le Organizzazioni Sindacali firmatarie dell’Accordo Integrativo del 29 aprile 2026 esprimono forte preoccupazione in merito all’iniziativa promossa dai componenti togati del Consiglio Superiore della Magistratura finalizzata all’apertura di una pratica in Settima Commissione sugli effetti dell’accordo relativo alla stabilizzazione degli Addetti all’Ufficio per il Processo e alla rimodulazione delle piante organiche del personale amministrativo della Giustizia.
Pur nel pieno rispetto delle attribuzioni costituzionali del CSM in materia di organizzazione degli uffici giudiziari, appare necessario ribadire con chiarezza che la disciplina del rapporto di lavoro del personale amministrativo e gli accordi integrativi sottoscritti tra Amministrazione e Parti Sociali rientrano nelle prerogative della contrattazione collettiva previste dall’art. 40 del D.Lgs. 165/2001 e dal vigente CCNL Funzioni Centrali.
L’accordo del 29 aprile 2026 che introduce anche nella Giustizia le famiglie professionali rappresenta il risultato di un confronto istituzionale serio, lungo e responsabile tra il Ministero della Giustizia e le Organizzazioni Sindacali firmatarie del CCNL, finalizzato a garantire continuità amministrativa, rafforzamento degli uffici giudiziari, valorizzazione delle professionalità e superamento del precariato.
Grazie a tale confronto costruttivo e ad un lavoro sinergico portato avanti ai tavoli istituzionali, è stato raggiunto un risultato storico: la stabilizzazione di ben 9.368 lavoratrici e lavoratori, pari a oltre l’80% della platea interessata, uno dei più importanti percorsi di superamento del precariato mai realizzati nella Pubblica Amministrazione.
A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di garanzia fortemente voluto dalle Organizzazioni Sindacali firmatarie: la validità triennale delle graduatorie, misura fondamentale per consentire eventuali futuri scorrimenti e proseguire nel percorso di piena tutela occupazionale del personale PNRR della Giustizia.
Lo stesso Ministero della Giustizia ha recentemente riconosciuto pubblicamente come il percorso di stabilizzazione sia stato realizzato attraverso una costante sinergia con le Organizzazioni Sindacali rappresentative e firmatarie del contratto nazionale, grazie ad un confronto continuo e costruttivo volto ad individuare soluzioni concrete per il sistema Giustizia.
Per tali ragioni desta forte perplessità il tentativo di sottoporre a valutazioni esterne scelte che attengono alla sfera negoziale e organizzativa dell’Amministrazione e delle Parti Sociali, con il rischio di determinare una impropria interferenza nelle prerogative sindacali e nell’autonomia della contrattazione.
Gli Addetti all’Ufficio per il Processo ed il personale amministrativo della Giustizia appartengono all’organizzazione ministeriale dello Stato e costituiscono parte integrante del sistema amministrativo che sostiene il funzionamento della giurisdizione. La loro stabilizzazione non rappresenta un indebolimento degli uffici giudiziari, bensì un investimento strutturale indispensabile per garantire efficienza, continuità operativa e raggiungimento degli obiettivi del PNRR.
“Pacta sunt servanda”: gli accordi sottoscritti devono essere rispettati, soprattutto quando rappresentano il punto di equilibrio tra interesse pubblico, tutela del lavoro e buon andamento della Pubblica Amministrazione ai sensi dell’art. 97 della Costituzione.
Le scriventi Organizzazioni Sindacali vigileranno affinché vengano pienamente garantiti il rispetto delle prerogative della contrattazione collettiva, dell’autonomia delle Parti Sociali e delle competenze proprie del Ministero della Giustizia.
Le OO.SS. firmatarie continueranno a difendere con determinazione il valore della contrattazione, il rispetto delle relazioni sindacali e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che, in questi anni, hanno consentito al sistema Giustizia di raggiungere risultati straordinari in condizioni spesso estremamente complesse.