(AGENPARL) - Roma, 6 Maggio 2026 - “Cinquant’anni fa il Friuli veniva ferito nel profondo. Alle ore 21 del 6 maggio 1976 la terra tremò con una violenza devastante, spazzando via paesi, abitazioni, vite. Quasi mille persone morirono, migliaia rimasero ferite, oltre centomila cittadini si ritrovarono senza casa. Oggi il pensiero va alle vittime, ai sopravvissuti, alle famiglie che hanno portato dentro di sé per mezzo secolo il peso di quella notte. Ma il Friuli non è soltanto il simbolo di una tragedia, è un simbolo di resistenza e rinascita. ‘Dov’era e com’era’. In quelle ore drammatiche si mosse un’intera Nazione. Arrivarono soccorritori, volontari, alpini, Forze dell’Ordine, donne e uomini comuni che tesero una mano senza chiedere nulla in cambio”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, che ha poi concluso: “Il Friuli insegnò all’Italia che ricostruire non significa soltanto rialzare muri, significa restituire dignità e futuro a un popolo. A cinquant’anni da quella ferita, il modo migliore per onorare chi non c’è più è custodire quella memoria e continuare a trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, e dell’unità nazionale”.
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