(AGENPARL) - Roma, 5 Maggio 2026 - *TERREMOTO IN FRIULI | A 50 anni dall'evento, INGV e OGS pubblicano una
story maps che ripercorre le storie di una comunità tornata a vivere *
*Nel cinquantesimo anniversario di uno degli eventi che hanno segnato
l'Italia, un racconto toccante e appassionante unisce la cronaca
scientifica dell'emergenza all'omaggio per una comunità resiliente *
[*Roma, 5 maggio 2026*]
A 50 anni dal terremoto che sconvolse il Friuli Venezia Giulia, l'*Istituto
Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) *e l'*Istituto Nazionale di
Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS *pubblicano la story
maps *"Quella
notte una sola notizia. Friuli 1976, storie di una comunità tornata a
vivere"*, un racconto in cinque capitoli che ripercorre una delle sequenze
sismiche più forti e devastanti della seconda metà del Novecento nel nostro
Paese.
Dalla registrazione audio della prima scossa del 6 maggio 1976, ai dati e
alle immagini degli impatti devastanti, fino al racconto dell'emergenza e
della ricostruzione: la story maps integra le informazioni e il racconto
scientifico sul terremoto con *map tour *fotografici geolocalizzati,
testimonianze e reportage d'epoca.
Particolare attenzione è dedicata al ruolo della stampa che, dopo il caos
informativo delle primissime ore, divenne alleata degli scienziati grazie
alla sperimentazione di una pionieristica forma di *data journalism *al
servizio dei cittadini. La rinascita emerge dal racconto del "Metodo
Zamberletti" e del "Modello Friuli" che permise di ricostruire i paesi
"dove erano e come erano".
Poesie recitate in dialetto friulano chiudono il racconto facendo
immergere il lettore tra i miti e le leggende locali, come quella del
terremoto "Orcolat", che aiutarono a esorcizzare la tragedia.
*"Questa iniziativa non è solo un omaggio al passato, ma un investimento
culturale per il futuro"*, dichiara *Salvatore Stramondo*, Direttore del
Dipartimento Terremoti dell'INGV. *"La sequenza del Friuli, con 1200
terremoti registrati nel primo anno, rappresenta uno spartiacque per la
sismologia e la protezione civile in Italia. Quegli eventi contribuirono a
far emergere la necessità di pianificare gli interventi e di sviluppare una
rete per il monitoraggio. La Rete Sismica Nazionale che oggi gestisce
l'INGV è figlia di tale percorso di crescita, avviato in quegli anni grazie
alle intuizioni del commissario Zamberletti"*.
L'Osservatorio Geofisico Sperimentale di Trieste, oggi Istituto Nazionale
di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), ebbe un ruolo
fondamentale nella localizzazione degli eventi principali della sequenza.
Oggi la rete di monitoraggio sismico dell'Italia nord-orientale rappresenta
un'infrastruttura di ricerca transnazionale gestita dall'OGS e supporta la
ricerca scientifica e le attività di protezione civile grazie a un sistema
integrato di reti strumentali con acquisizione e trasmissione dei dati in
tempo reale, che integrano quelli della rete nazionale.
*"L'iniziativa si distingue per l'ampio lavoro di raccolta e valorizzazione
di fonti storiche e giornalistiche, immagini e filmati, selezionati e
organizzati appositamente per questo progetto: un patrimonio documentale
che consente di restituire in modo diretto e coinvolgente l'esperienza del
terremoto e le fasi della ricostruzione, offrendo uno sguardo autentico su
quegli eventi"*, spiega *Matteo Picozzi*, Direttore del Centro di Ricerche
Sismologiche dell'OGS, istituito nell'ambito della legge per la
ricostruzione e tuttora con sede a Udine. *"Il progetto rappresenta un
esempio concreto di collaborazione tra enti di ricerca al servizio della
società, con l'obiettivo di promuovere una cultura della prevenzione
fondata sulla conoscenza, sulla memoria e sull'educazione, con particolare
attenzione alle nuove generazioni"*, precisa Picozzi.
La story maps prevede anche una raccolta di informazioni tramite
l'iniziativa dell'OGS *"Ritorno a casa"*, rivolta a coloro che hanno
vissuto un periodo in sistemazioni provvisorie dopo i forti terremoti della
sequenza del 1976. È possibile partecipare compilando un questionario. Le
informazioni raccolte saranno progressivamente aggiornate e visualizzabili
su una mappa all'interno della story maps.
Per valorizzare le memorie personali resta inoltre attiva la raccolta dei
contributi testuali o multimediali a cura del Dipartimento Terremoti
dell'INGV. Attraverso i canali social INGVterremoti, tutti coloro che
conservano ricordi personali o familiari possono diventare *"Custodi di
Memoria" *e realizzare la prima *Mappa dei ricordi dei terremoti d'Italia*.
La story maps *Quella notte una sola notizia. Friuli 1976, storie di una
comunità tornata a vivere *è raggiungibile *a questo link: *
