(AGENPARL) - Roma, 4 Maggio 2026 - “La struttura commissariale per l’emergenza Covid cessò dì comprare mascherine del tutto regolari a prezzi competitivi da JC Electronics in un periodo, primavera 2020, in cui c’era una drammatica carenza di quei dispositivi, mentre nello stesso tempo si acquistavano a caro prezzo mascherine irregolari. Questo emerge chiarissimo nella audizione di oggi in Commissione Covid di Giuseppe Di Salvo, presidente della Sezione del Tribunale Civile di Roma che ha condannato lo Stato a risarcire l’azienda con oltre 200 milioni di euro per aver illegittimamente revocato il contratto di fornitura. Infatti, i rappresentanti in Commissione di PD e M5S hanno messo sotto torchio il magistrato esclusivamente sulla validità del contratto, tentando di dimostrare che la sentenza è giuridicamente infondata perché il contratto non vincolava lo Stato, il che peraltro significa incolpare il governo dell’epoca di non essersi difeso bene. A parte il fatto che il Tribunale ha deciso il contrario (dunque – a quanto pare – le sentenze si possono criticare quando non piacciono alla sinistra), se anche lo Stato non fosse stato obbligato ad acquistare, quale senso ha avuto tenere ferme e rinunciare a milioni di mascherine idonee e nel frattempo spendere 1 miliardo 251 milioni in mascherine inidonee da consorzi cinesi che non erano nella lista governativa di aziende affidabili? Sono ormai tantissimi gli elementi che raccontano di una gestione delle forniture estremamente discutibile, che ha fatto sprecare somme enormi e allo stesso tempo non ha fornito dispositivi idonei in quantità sufficienti. Si tratta di responsabilità politiche e morali enormi sulle quali proseguiremo le indagini”.
Lo dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, componente della Commissione covid.