(AGENPARL) - Roma, 30 Aprile 2026 - Roma, 30 apr. – "L'Unione europea deve passare dall'ideologia al realismo: gli obiettivi del Green Deal sono condivisibili solo se accompagnati da coerenza. Attualmente si stanno scaricando costi insostenibili sui nostri agricoltori e allevatori, introducendo vincoli sempre più stringenti senza garantire reciprocità nei mercati e senza proteggere chi deve essere protagonista della transizione. In Italia, con la legge 24 del 2024, abbiamo riconosciuto queste figure come custodi dell'ambiente e presidi insostituibili del territorio: Bruxelles non può ignorare questo valore."
Lo ha dichiarato il senatore Giorgio Maria Bergesio, vicepresidente della Commissione Industria e Agricoltura al Senato, durante l'audizione del Commissario europeo per la Salute e il Benessere degli animali, Olivér Várhelyi.
"Sulla sanità animale – prosegue Bergesio – servono risposte uniformi ed efficaci. È inaccettabile che per la dermatite nodulare si sia vaccinato in Valle d'Aosta e non in Piemonte, nonostante la transumanza riguardi gli stessi animali, così come restano criticità nella gestione della peste suina africana. Parallelamente, serve trasparenza totale sui codici doganali: come emerso anche dalle mobilitazioni al Brennero, non possiamo permettere l'ingresso di prodotti che non rispettano i nostri standard, falsando la concorrenza e ingannando i consumatori. La tracciabilità deve essere reale per garantire che ciò che entra in Europa rispetti le stesse regole imposte ai nostri produttori."
"Proprio per questo – spiega il senatore – ho sollecitato il Commissario affinché la Commissione intervenga con decisione contro il taglio dei fondi destinati alla Politica Agricola Comune. È del tutto inutile e contraddittorio dichiarare di voler sostenere il comparto se poi si decide di togliere agli operatori le risorse vitali. L'Ue deve decidere se difendere le produzioni tradizionali e le carni di qualità o cedere ai cibi ultra-processati prodotti in laboratorio. È paradossale colpire il vino con etichettature allarmistiche che negano il valore della Dieta mediterranea. Chiediamo a Várhelyi un impegno concreto per tutelare il modello alimentare italiano – conclude – e la dignità delle nostre eccellenze, garantendo futuro a un settore strategico per l'intera nazione."
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