(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - Intervento dei Presidenti delle Province di Siena Agnese Carletti e
Grosseto Francesco Limatola
*Trasporto pubblico: Siena e Grosseto dicono no all'arretramento del
capolinea da Santa Caterina a Vittorio Veneto a Firenze. "Penalizzati
pendolari e aree interne"*
"Per Siena e Grosseto, le linee bus verso Firenze non sono un semplice
complemento, ma, ad oggi, l'unica reale alternativa a un sistema
ferroviario che non ha mai beneficiato degli investimenti e della velocità
garantiti ad altri territori toscani".
*Siena, 28 aprile 2026 -* I Presidenti della Provincia di Siena, *Agnese
Carletti* e della Provincia di Grosseto, *Francesco Limatola*, esprimono
una netta e ferma contrarietà alla proposta di riorganizzazione dei servizi
di trasporto pubblico su gomma che prevede l'arretramento del capolinea
delle linee 131 (ordinaria e rapida) e 50G da Santa Caterina a Vittorio
Veneto a Firenze.
In una nota ufficiale inviata alla Regione Toscana, i due Presidenti
sottolineano come tale scelta rappresenti un inaccettabile peggioramento
dei livelli di servizio per due territori che, storicamente, soffrono di un
cronico isolamento ferroviario.
"Dobbiamo essere chiari," sottolineano *Carletti e Limatola*. "Per Siena e
Grosseto, le linee bus verso Firenze non sono un semplice complemento, ma,
ad oggi, l'unica reale alternativa a un sistema ferroviario che non ha mai
beneficiato degli investimenti e della velocità garantiti ad altri
territori toscani, nemmeno dopo la riprogrammazione del servizio
ferroviario con il "Memorario", escludendo le due province dai benefici che
altri territori invece hanno registrato: intensificazione del servizio e
treni veloci".
"L'arretramento del capolinea allontana i cittadini dall'accesso diretto
alla stazione di Santa Maria Novella, unico vero hub per l'Alta Velocità
nazionale. E sostenere che la Tramvia risolva il problema è ignorare la
realtà: nelle ore di punta i convogli sono già saturi. Chiedere ai nostri
pendolari e ai turisti un ulteriore trasbordo significa aumentare i tempi
di percorrenza e diminuire drasticamente il comfort di viaggio" aggiungono
i due presidenti.
Le Province richiamano inoltre nella nota le definizioni dell'Autorità di
Regolazione dei Trasporti (ART): l'autostazione di Santa Caterina è da
considerarsi un bene indispensabile e non sostituibile nell'area di
riferimento. Ogni valutazione sulla sua dismissione o sullo spostamento dei
servizi deve tenere conto non solo degli interessi dell'attuale gestore, ma
della programmazione futura e del diritto alla mobilità dei cittadini.
Per questi motivi, le Province di Siena e Grosseto chiedono alla Regione
Toscana di fermare la procedura di alienazione dell'autostazione di
Firenze, nodo cruciale anche per i flussi provenienti dal territorio senese
e grossetano con la sospensione della procedura di modifica del servizio
fino a quando non saranno garantite due condizioni imprescindibili: il
potenziamento ferroviario con la realizzazione di opere che garantiscano a
Siena e Grosseto standard prestazionali pari al resto della Toscana. Un
capolinea idoneo con l'individuazione di un terminal che mantenga l'attuale
qualità dell'attesa e l'accesso diretto a Santa Maria Novella senza aggravi
per l'utenza.
"Non possiamo accettare che si consideri 'marginale' il rischio di perdere
passeggeri", concludono Carletti e Limatola. "Il nostro obiettivo deve
essere spingere i cittadini verso il mezzo pubblico migliorando i servizi,
non rendendoli più difficili e faticosi. La Toscana non può viaggiare a due
velocità".
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