(AGENPARL) - Roma, 28 Aprile 2026 - Nel testo dell'atto si evidenzia che "le ustioni costituiscono una delle condizioni cliniche più complesse e invalidanti, il cui trattamento non si esaurisce nella fase acuta, ma richiede percorsi di cura, riabilitazione e monitoraggio che possono protrarsi per anni, fino a configurare una vera e propria condizione cronica".
Bagnasco sottolinea come la cosiddetta "malattia da ustione", pur presentando caratteristiche compatibili con le patologie rare, non sia oggi inserita nei Livelli essenziali di assistenza: "tale vuoto normativo determina una condizione in cui il paziente ustionato, una volta superata la fase emergenziale, rischia di diventare un 'malato invisibile', privo di adeguata tutela sanitaria e socio-assistenziale".
La risoluzione richiama inoltre i costi rilevanti che gravano sui pazienti e sulle famiglie nella fase successiva alla dimissione; "l'assenza di un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale nazionale dedicato alla malattia da ustione – si legge ancora nell'atto – comporta una forte disomogeneità nell'accesso alle cure e nella presa in carico dei pazienti sul territorio nazionale".
La risoluzione impegna il Governo "ad adottare ogni iniziativa normativa e amministrativa necessaria al fine di garantire alle vittime e ai sopravvissuti della tragedia di Crans-Montana la gratuità integrale e l'esenzione totale dalla partecipazione alla spesa sanitaria per tutte le cure mediche, farmacologiche, riabilitative e assistenziali connesse alle ustioni e ai relativi esiti, per l'intero percorso terapeutico, in considerazione dell'eccezionalità dell'evento". tra gli impegni richiesti al governo figurano anche il riconoscimento della malattia da ustione come patologia cronica e rara ai fini dell'inserimento nei LEA; il riconoscimento della disabilità derivante dagli esiti cicatriziali e funzionali; la definizione di un PDTA nazionale; e l'istituzione, ove necessario, di uno specifico fondo dedicato. "L'articolo 32 della Costituzione tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo: è dovere delle istituzioni garantire che nessun sopravvissuto alla tragedia di Crans-Montana sia costretto a rinunciare alle cure per ragioni economiche", conclude Bagnasco.