(AGENPARL) - Roma, 25 Aprile 2026 - “Sul DL Sicurezza il confronto è stato acceso, ma credo sia utile riportare l’attenzione su un punto essenziale: senza un contesto sicuro, scuola e università non possono svolgere fino in fondo la loro funzione”.
Lo dichiara Enrico Fabbro, esperto di politiche della formazione.
“Le norme introdotte intervengono su criticità reali. Da un lato, si rafforzano le tutele per docenti, dirigenti e personale scolastico vittime di aggressioni, con pene più severe e procedibilità d’ufficio. Dall’altro, si chiarisce il confine tra diritto di protesta e comportamenti che, quando sfociano in violenza o impediscono la didattica, diventano reato”.
“È un passaggio importante perché rimette al centro anche il diritto degli studenti a studiare e quello delle istituzioni formative a funzionare senza interruzioni”.
“Un’aula non può diventare un luogo di scontro permanente. Un’università non può essere costretta a rinunciare al confronto per timore. La qualità della formazione passa anche dalla serenità degli spazi in cui si svolge”.
“Per questo è giusto riconoscere quando, anche a fronte di problemi emersi, arrivano risposte puntuali e strumenti concreti. È un segnale di attenzione verso il mondo della scuola e dell’università”.
“La sicurezza non è in alternativa alla libertà: è la condizione che la rende possibile. Ed è da qui che bisogna partire, senza semplificazioni”.