(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - “L’Adriatico e lo Ionio non sono mai stati per noi un limite, un fattore divisivo, ma sempre un luogo di scambio, di incontro e di pace. La storia di questa nostra regione ci insegna che sono i ponti a creare la comunicazione tra i popoli. Sono le infrastrutture comuni, materiali e immateriali, a fare la pace. Rafforzare la connettività infrastrutturale significa attivare il vero processo irreversibile di integrazione, che avvicina le sponde dell’Adriatico e trasforma i nostri confini da barriere in ponti. La pace è una condizione imprescindibile per l’esistenza e la tenuta dell’Europa. In questo senso, investire nel processo di allargamento alla regione dei Balcani occidentali costituisce un importante investimento strategico per l’Unione”. Lo ha affermato il vicepresidente Gian Marco Centinaio, intervenendo in rappresentanza del Senato alla XX Conferenza dei presidenti dei Parlamenti dell’Iniziativa Adriatica e Ionica, in corso a Skopje (Macedonia del Nord).
“L’Italia punta fortemente su questo asset infrastrutturale – ha proseguito Centinaio – pensando anche ai temi della sicurezza: un asse est-ovest strutturato potrà contribuire a stabilizzare la regione, riducendo anche l’influenza di attori extra-europei. In un momento di crisi come quello attuale, penso al blocco dello Stretto di Hormuz e all’incertezza dovuta alle minacce ibride, le rotte logistiche alternative assumono un ruolo strategico, in quanto favoriscono la resilienza delle catene di approvvigionamento europee”.
“I rapporti tra l’Italia e i Paesi della regione sono sempre stati profondi”, ha ricordato il vicepresidente del Senato di fronte ai rappresentanti dei Parlamenti di Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Macedonia del Nord, Montenegro, San Marino, Serbia e Slovenia. “Migliaia di imprese italiane, anche piccole e medie, operano nell’area e questo contribuisce a creare un tessuto comune. Investire nel Corridoio VIII, che va dalla Puglia fino al Mar Nero, e nel Corridoio X, che dall’Austria arriva fino in Grecia, significa investire su noi stessi, sui nostri giovani e sulla stabilità a lungo termine della nostra regione. L’Italia è pronta a fare la sua parte, a cooperare e a costruire insieme ai partner dell’area un futuro condiviso”, ha concluso Centinaio.

