(AGENPARL) - Roma, 24 Aprile 2026 - Il Pnrr ha rappresentato un’esperienza straordinaria, soprattutto per il metodo: programmazione chiara, obiettivi definiti e un sistema di monitoraggio rigoroso. È un modello che ha dimostrato come le risorse europee possano essere utilizzate in modo efficace.
Ci era stato detto che il governo Meloni non sarebbe stato in grado di spendere i fondi Ue e che avrebbe messo a rischio i conti pubblici. I dati dimostrano esattamente il contrario: oggi l’Italia è il primo Paese in Europa per capacità di attuazione del Pnrr, con tutti gli obiettivi raggiunti e tutte le rate incassate regolarmente. Al 28 febbraio 2026 la spesa certificata è pari a 113,5 miliardi, a fronte di 153 miliardi complessivamente ottenuti, grazie al conseguimento di 366 obiettivi legati a otto rate”.
Così Matilde Siracusano, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e deputata di Forza Italia, in un’intervista a “L’€conomista”, l’inserto settimanale del Riformista dedicato ai temi dell’economia, delle imprese e della finanza.
“Guardando al futuro, sarà fondamentale consolidare questo metodo, rafforzando la capacità amministrativa, semplificando ulteriormente le procedure e continuando a orientare le risorse verso investimenti produttivi e strategici per la crescita del Paese”.
“La crescita e il lavoro non si creano per decreto, si coltivano mettendo le imprese nelle condizioni di investire, produrre e assumere.
Per questo è fondamentale continuare ad alleggerire la pressione fiscale e costruire un contesto sempre più favorevole a chi fa impresa. L’obiettivo deve essere quello di creare un vero e proprio “habitat” naturale per l’iniziativa economica, in cui chi vuole investire trovi regole chiare, tempi certi e meno ostacoli burocratici.
In questa direzione vanno anche le politiche di semplificazione, il sostegno agli investimenti e l’attenzione al costo dell’energia, che oggi rappresenta uno dei principali fattori di preoccupazione”.
“La ZES unica rappresenta una scelta strategica importante, perché punta a rendere il Sud un’area più attrattiva per gli investimenti. I primi risultati sono incoraggianti: nel primo anno sono state oltre 750 le imprese autorizzate, con investimenti attivati per circa 27,5 miliardi di euro e un impatto atteso di circa 35mila nuovi posti di lavoro.
Sono numeri che dimostrano come, quando si semplificano le procedure e si offrono strumenti chiari, le imprese rispondono e investono.
La ZES unica è uno dei maggiori traguardi raggiunti da questo governo, una grande riforma che abbiamo ottenuto in Europa, una realtà che sta già producendo effetti positivi e concreti sulle Regioni del Sud”.