(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - “L’ipotesi del Governo di tagliare i fondi del PNRR destinati al welfare territoriale è estremamente preoccupante e va chiarita subito. Siamo al fianco dei Sindaci in questa battaglia per l’equità”.
Così la consigliera regionale del Partito Democratico, Maria Costi, che insieme ai colleghi del Pd ha presentato un’interpellanza alla Giunta per fare luce sui tagli comunicati dal Ministero del Lavoro ai Comuni per quanto riguarda le risorse su due capitoli della Missione 5 del PNRR: i percorsi di autonomia per le persone con disabilità e l’housing temporaneo per le persone senza dimora.
“Parliamo di interventi fondamentali – sottolinea Costi – come i percorsi di autonomia per le persone con disabilità e i progetti di housing temporaneo per chi vive in condizioni di grave marginalità. Misure che valgono complessivamente circa 960 milioni di euro e che, secondo le informazioni emerse, rischierebbero un definanziamento per circa 610 milioni, pari a due terzi delle risorse disponibili”.
“Non è accettabile – prosegue Costi – che comunicazioni di questo tipo arrivino direttamente agli enti locali senza un confronto preventivo con i Comuni. Si tratta di progetti già avviati, in molti casi in fase avanzata, che riguardano servizi essenziali per le persone più fragili. Interromperli significherebbe mettere in difficoltà i Comuni, costringendoli a coprire con risorse proprie interventi già programmati”.
“Le norme vigenti sono chiare: il definanziamento è previsto solo nel caso di mancato rispetto dei target finali del PNRR, non per ritardi intermedi. Per questo è necessario fare chiarezza e verificare eventuali criticità legate all’aggiornamento dei dati sulla piattaforma ReGis, evitando decisioni che rischiano di compromettere l’intero impianto degli interventi sociali”.
“Chiediamo alla Regione Emilia-Romagna di attivarsi immediatamente, in tutte le sedi opportune, per sollecitare il Governo a ritirare queste ipotesi di taglio e ad aprire un confronto serio con gli enti locali. È in gioco non solo la tenuta di servizi fondamentali, ma anche la credibilità del nostro Paese nella gestione delle risorse europee”.
“Il welfare territoriale – conclude Costi – non può essere considerato una voce comprimibile. Parliamo di interventi che tengono insieme inclusione, coesione sociale e dignità delle persone. Su questo non sono ammissibili passi indietro”.