(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - L’intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più rilevanti della contemporaneità, capace di incidere profondamente su ambiti che vanno dalla ricerca scientifica alla medicina, dalla gestione dei processi produttivi fino al sistema dell’informazione. Accanto alle opportunità, emergono però nuove vulnerabilità che richiedono strumenti critici e competenze adeguate per essere comprese e affrontate.
In questo contesto si inserisce il seminario “Hackerare l’intelligenza artificiale: rischi e rimedi”, ultimo appuntamento del ciclo promosso dal Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale della Sapienza Università di Roma. L’iniziativa è rivolta a studenti universitari e giornalisti e si propone di approfondire il rapporto tra intelligenza artificiale, sicurezza e qualità dell’informazione.
Il seminario si terrà il 7 maggio 2026, dalle ore 9.00 alle ore 13.00, presso l’aula Mauro Wolf del Dipartimento CoRiS, in via Salaria 113 a Roma. La durata complessiva è di quattro ore, con il riconoscimento di quattro crediti formativi. La partecipazione è gratuita, con un massimo di 48 posti disponibili. Le iscrizioni sono aperte dal 23 aprile al 5 maggio 2026.
L’intelligenza artificiale è ormai ampiamente utilizzata anche nel giornalismo, sia per individuare fonti e dati, sia per supportare la produzione e la diffusione delle notizie. Tuttavia, questi strumenti non sono neutri né infallibili. I modelli possono essere compromessi già nella fase di addestramento, attraverso dati manipolati o incompleti, oppure durante l’utilizzo, mediante input progettati per alterare i risultati. Ne deriva il rischio di generare contenuti non verificati o difficilmente verificabili, con conseguenze dirette sulla qualità dell’informazione.
La questione centrale diventa quindi l’affidabilità. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale richiede un approccio consapevole, capace di integrare le potenzialità tecnologiche con la responsabilità umana. Per il giornalismo, questo significa mantenere il controllo critico sui processi di produzione delle notizie, evitando una dipendenza passiva da strumenti automatizzati.
Il seminario si propone di analizzare in modo approfondito queste dinamiche, offrendo strumenti per comprendere come l’intelligenza artificiale possa essere manipolata e quali strategie adottare per ridurre i rischi. Tra i temi affrontati vi sono la sicurezza dei dati, la trasparenza dei modelli, la verifica delle fonti e il ruolo del giornalista in un ecosistema informativo sempre più complesso.
A guidare il confronto saranno esperti provenienti dal mondo accademico, giornalistico e tecnologico, tra cui Alberto Marinelli, Arturo Di Corinto e Barbara Carfagna, affiancati da professionisti e ricercatori impegnati nello studio della sicurezza digitale e dell’innovazione.
L’incontro rappresenta un’occasione importante per approfondire un tema centrale nel dibattito contemporaneo. Comprendere come l’intelligenza artificiale possa essere “hackerata” significa infatti non solo individuare i rischi, ma anche sviluppare strumenti per difendere la qualità dell’informazione e la tenuta del sistema democratico.
In un contesto in cui la tecnologia è sempre più pervasiva, la formazione diventa un elemento decisivo. Acquisire competenze sull’uso critico dell’intelligenza artificiale significa contribuire a costruire un’informazione più affidabile e una società più consapevole.
