(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2026 - “Nonostante le promesse e nonostante il record di pressione fiscale, anche quello che è considerato il migliore della compagine salviniana, il ministro Giorgetti, ha sbagliato a far di conto e non ha portato il Paese fuori dalla procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo. L’obiettivo è stato mancato, ma adesso pretendiamo trasparenza fiscale. In una democrazia matura il cittadino ha diritto di sapere non solo quanto paga, ma quanto riceve. Questa è la base di qualsiasi patto fiscale legittimo tra lo Stato e la comunità che lo finanzia”.
Lo scrive Patto per il Nord in una nota.
“Oggi in Italia – continua la nota – questo diritto non esiste. I dati aggregati ci dicono che alcune aree del Paese contribuiscono al gettito nazionale in misura ben superiore alla quota di risorse che ricevono in cambio sotto forma di servizi, infrastrutture e investimenti pubblici. Questa asimmetria non è trasparente, non è certificata, non è ufficiale. Rimane materia di studi accademici, polemiche politiche e calcoli di parte. Nessuno chiede la secessione: è una questione di rendicontazione democratica, è lo stesso principio che impone ai comuni di pubblicare i bilanci, agli enti pubblici di rendere conto della spesa, alle società quotate di certificare i conti. Perché il rapporto fiscale tra territorio e Stato centrale dovrebbe essere l’unica relazione opaca? Un cittadino che ogni anno vede pubblicato, in forma chiara e verificabile, il saldo fiscale netto della propria provincia — quanto ha versato, quanto è tornato — diventa un cittadino informato. E un cittadino informato è la condizione minima perché la democrazia funzioni davvero. La nostra proposta non è un’invenzione, ma è già applicata in diversi Paesi europei, dove la rendicontazione fiscale territoriale è una pratica consolidata, istituzionalizzata, priva di connotazione separatista”.