(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - “La nota diffusa questa mattina dalla Giunta regionale sul progetto Stadio-Clinica rappresenta la più
esplicita conferma di quanto ho sostenuto fin dall’inizio: il ricorso
al Tar dell’Umbria presentato dalla Regione nell’ottobre 2025 aveva
come obiettivo reale quello di separare, e dunque di affossare, il
legame funzionale tra la realizzazione del nuovo stadio e quella della
clinica privata”. È quanto dichiara il capogruppo regionale della
Lega, Enrico Melasecche.
“Una doppia operazione che, nei fatti, condanna la Ternana Calcio al
fallimento – spiega Melasecche – per rendere impossibile la
costruzione del bellissimo progetto del nuovo Libero Liberati con
l’inox delle acciaierie. La trappola procedurale rivelata dalla
Giunta: la presidente Proietti ribadisce che i famosi 80 posti letto
assegnati per la provincia di Terni dalla delibera di giunta Tesei n.
1399/2023 e che, in costanza di procedura avviata sia in conferenza
servizi preliminare del Comune sia in quella decisoria della Regione
venivano di fatto assegnati alla Ternana, dopo ovviamente la
costruzione della clinica, il suo accreditamento ed il
convenzionamento fanno saltare in aria l’avvio di quel progetto con
la doppia cantierizzazione. Anche a livello sanitario quel minimo di
riequilibrio fra le due province potrebbe avvenire diabolicamente solo
fra qualche anno quando tutto sarà saltato. Ecco la trappola che ho
sempre denunciato. Il progetto Stadio-Clinica era sostenibile
finanziariamente proprio perché fondato su un legame inscindibile: la
clinica privata avrebbe garantito alla Ternana Calcio 14 milioni di
euro nell’arco di dieci anni, rendendo possibile la costruzione del
nuovo impianto sportivo. Il ricorso al Tar aveva l’obiettivo di
spezzare quel legame e non possiamo che fare alla Proietti e alla sua
giunta i complimenti. Brindi pure. La nota di questa mattina certifica
ufficialmente tutti gli obiettivi che si prefiggeva: il de profundis
per lo stadio nuovo, per la Ternana fallita, per la clinica che
probabilmente verrà realizzata da altra cordata con solo la foglia di
fico ternana. I posti letto di Terni a chi andranno davvero? La Giunta
annuncia inoltre che il Piano socio sanitario prevederà, un
riequilibrio dei posti accreditati alle cliniche private. Il
significato politico di questa dichiarazione è inequivocabile: quei
80 posti letto riconosciuti alla provincia di Terni dalla delibera
Tesei 1399/2023 potrebbero essere redistribuiti, ridefiniti, assegnati
ad altri operatori, magari a qualche amico di Perugia, intendimento
già ampiamente disvelato nella mozione presentata il 30 ottobre 2025
con cui la maggioranza ha tentato un colpo di mano. Basta leggere i
punti 4 e 5 di quella mozione su cui anticipai il risultato facendo
saltare dai banchi alcuni consiglieri regionali di questa strana
sinistra allargata. Le responsabilità politiche sono ora
incontestabili”.
“Con la nota di oggi – conclude Melasecche – la Giunta regionale ha
finalmente manifestato le proprie vere intenzioni. Ha confermato che
non intende vincolare preventivamente i posti letto accreditati al
progetto Stadio-Clinica per consentire che la legge sugli stadi possa
avere concretezza. Ha annunciato una revisione degli accreditamenti
che potrà anche redistribuire quei posti fuori da Terni.
L’importante è che tutto avvenga nel day after della distruzione di
un sogno fondato su un progetto articolato ma brillante. Questa
maggioranza ha ottenuto quello che voleva: la Regione ha utilizzato
strumentalmente il Tar per bloccare il progetto di cui Terni aveva
bisogno; nega qualsiasi garanzia sui posti letto; annuncia un
riequilibrio complessivo degli accreditamenti privati, e nel frattempo
fa fallire la Ternana Calcio con il Liberati senza la minima
prospettiva. Terni non è una provincia di serie B, ha diritto alle
stesse opportunità sanitarie, infrastrutturali, sportive e di
sviluppo delle altre realtà. Da assessore regionale ho fatto di tutto
per promuovere l’intero territorio dell’Umbria, con grandi
progetti peraltro rimessi in discussione da questi talebani del
negazionismo. Oggi è cambiata la musica e questo non fa bene non solo
a Terni ma neanche a quella coesione regionale, nella equità, a cui
ho sempre tenuto. Morale: di ternani venduti ve ne sono abbastanza ma
la stragrande maggioranza non hanno ancora portato né il cervello né
il cuore all’ammasso”.