(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Camera dei Deputati, mercoledì 22 aprile 2026
Interrogazione a risposta immediata On.li Simiani ed altri (PD)
(Conferenza di Santa Marta e percorso fuoriuscita dalle fonti fossili)
In merito al quesito posto dall’Onorevole interrogante, l’Italia conferma la propria partecipazione alla Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 26 al 29 aprile.
La partecipazione del nostro Paese alla Conferenza si iscrive pienamente nel quadro dell’azione europea in materia di contrasto ai cambiamenti climatici.
L’Italia sostiene un approccio realistico alla transizione che coniughi ambizione climatica, sostenibilità economica e sicurezza degli approvvigionamenti, nella consapevolezza che l’uscita dalle fonti fossili debba avvenire attraverso un percorso graduale, socialmente equo e tecnologicamente sostenibile, che tenga conto delle diverse condizioni di partenza dei territori e delle esigenze dei sistemi produttivi.
Mi preme evidenziare che a livello nazionale, quel percorso credibile di decarbonizzazione citato dall’interrogante già esiste ed è pienamente in atto. Non comprendo come si possa sostenere la mancanza di interventi incisivi in favore delle rinnovabili quando l’attuale azione di Governo è stata caratterizzata da il numero più elevato di potenza installata di rinnovabili mai registrata (+14, 6GW negli ultimi due anni), dal potenziamento degli strumenti di sostegno alle fonti rinnovabili (FER2, FERX transitorio e definitivo, FERZ, CER), dallo sviluppo di nuova capacità di stoccaggio elettrico, dalla semplificazione delle procedure autorizzatorie, dalla promozione di strumenti di contrattualizzazione a termine dell’energia rinnovabile, dalla risoluzione del tema della saturazione della rete a cui nessun Governo aveva cercato di porre rimedio.
La previsione di una eventuale e, ad oggi, meramente ipotetica entrata in esercizio temporanea di taluni impianti tradizionali di generazione risponde esclusivamente a esigenze di sicurezza del sistema in un contesto geopolitico particolarmente complesso, significativamente incerto, sul modello, peraltro, di quanto già fatto nel 2022, allorché si rese necessario adottare programmi di massimizzazione del carbone al fine di garantire risparmi di gas naturale.
E sicuramente non è una scelta che smentisce o affievolisce il percorso di decarbonizzazione appena illustrato e che proseguirà con l’intento di rafforzare il sistema energetico da eventi esterni e di alleggerire il peso degli oneri sostenuti dagli italiani, come già dimostrato con il primo intervento del decreto bollette.Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica
Camera dei Deputati, mercoledì 22 aprile 2026
Interrogazione a risposta immediata On.li Simiani ed altri (PD)
(Conferenza di Santa Marta e percorso fuoriuscita dalle fonti fossili)
In merito al quesito posto dall’Onorevole interrogante, l’Italia conferma la propria partecipazione alla Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 26 al 29 aprile.
La partecipazione del nostro Paese alla Conferenza si iscrive pienamente nel quadro dell’azione europea in materia di contrasto ai cambiamenti climatici.
L’Italia sostiene un approccio realistico alla transizione che coniughi ambizione climatica, sostenibilità economica e sicurezza degli approvvigionamenti, nella consapevolezza che l’uscita dalle fonti fossili debba avvenire attraverso un percorso graduale, socialmente equo e tecnologicamente sostenibile, che tenga conto delle diverse condizioni di partenza dei territori e delle esigenze dei sistemi produttivi.
Mi preme evidenziare che a livello nazionale, quel percorso credibile di decarbonizzazione citato dall’interrogante già esiste ed è pienamente in atto. Non comprendo come si possa sostenere la mancanza di interventi incisivi in favore delle rinnovabili quando l’attuale azione di Governo è stata caratterizzata da il numero più elevato di potenza installata di rinnovabili mai registrata (+14, 6GW negli ultimi due anni), dal potenziamento degli strumenti di sostegno alle fonti rinnovabili (FER2, FERX transitorio e definitivo, FERZ, CER), dallo sviluppo di nuova capacità di stoccaggio elettrico, dalla semplificazione delle procedure autorizzatorie, dalla promozione di strumenti di contrattualizzazione a termine dell’energia rinnovabile, dalla risoluzione del tema della saturazione della rete a cui nessun Governo aveva cercato di porre rimedio.
La previsione di una eventuale e, ad oggi, meramente ipotetica entrata in esercizio temporanea di taluni impianti tradizionali di generazione risponde esclusivamente a esigenze di sicurezza del sistema in un contesto geopolitico particolarmente complesso, significativamente incerto, sul modello, peraltro, di quanto già fatto nel 2022, allorché si rese necessario adottare programmi di massimizzazione del carbone al fine di garantire risparmi di gas naturale.
E sicuramente non è una scelta che smentisce o affievolisce il percorso di decarbonizzazione appena illustrato e che proseguirà con l’intento di rafforzare il sistema energetico da eventi esterni e di alleggerire il peso degli oneri sostenuti dagli italiani, come già dimostrato con il primo intervento del decreto bollette.