(AGENPARL) - Roma, 21 Aprile 2026 - “Se si parla di una riforma radicale del calcio che coinvolga vivai, strutture federali, stadi, stop allo strapotere dei procuratori e investimenti in formazione, siamo disponibili a discutere. Se però il tema torna ad essere il ritorno alla pubblicità delle scommesse, oggi vietate grazie al decreto dignità, noi restiamo fermamente contrari. Si spendono centinaia di milioni in provvigioni per i procuratori, mentre si parla di 160 milioni di introiti derivanti dal ritorno della pubblicità delle scommesse. Esiste una sperequazione evidente: da un lato si potrebbero ridurre le provvigioni dei procuratori, dall’altro è necessario mettere un freno all’azzardo nel calcio. Il costo sociale dell’azzardo è enorme. Oggi viene spinto il pubblico a scommettere in tempo reale su singoli eventi di gioco: ma quanto ci costa davvero l’azzardo, anche quello legale? Qual è il suo impatto sociale? I dati del MEF elaborati da Libera indicano che nel 2025 si è “giocato” la cifra mostruosa di 165 miliardi e 344 milioni di euro. Affermare che una parte dei proventi delle scommesse venga destinata alla cura delle dipendenze è, di fatto, un’ipocrisia. C’è poi il tema del ruolo dei tifosi: come rimetterli al centro? I biglietti sono sempre più cari, le trasferte vengono vietate anche a 48 ore dalla partita senza reali novità sul fronte della sicurezza. Perché? La parte sana del tifo va tutelata”.
Così il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini nel corso dell’audizione del ministro Andrea Abodi in commissione cultura.