(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - Il 16 e 17 aprile 2026, Europol, in collaborazione con i Paesi Bassi, ha ospitato un’operazione coordinata per identificare e rintracciare i minori trasferiti o deportati con la forza nei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina, della Federazione Russa e della Repubblica di Bielorussia. In totale, sono state raccolte informazioni su 45 minori, che sono state condivise con le autorità ucraine per supportare le indagini in corso.

A questa iniziativa hanno partecipato 40 esperti provenienti da 18 paesi, la Corte penale internazionale e partner non governativi, che hanno lavorato insieme all’Aia. Gli esperti di intelligence open-source partecipanti hanno compilato 45 rapporti che includono informazioni preziose che potrebbero portare all’individuazione di minori deportati, come ad esempio:
- Percorsi di trasporto utilizzati durante gli spostamenti forzati;
- Persone che hanno reso possibile la deportazione, come ad esempio i direttori degli orfanotrofi;
- Unità militari che prestano assistenza nelle deportazioni;
- Persone che hanno accolto bambini deportati;
- Campi o strutture in cui venivano portati i bambini;
- Piattaforme che mostrano foto di bambini potenzialmente deportati;
- Unità militari russe in cui potrebbero ora combattere bambini deportati, nell’ambito della guerra di aggressione condotta dalla Russia contro l’Ucraina.
Europol ha ospitato l’evento, co-organizzato con i Paesi Bassi, presso la propria sede, riunendo esperti di intelligence open-source con coordinamento e supporto tecnico in loco. L’evento, il terzo del suo genere, è stato il secondo specificamente incentrato sulla ricerca di bambini ucraini trasferiti o deportati con la forza dalla loro residenza abituale, un reato che può costituire un crimine di guerra ai sensi di diversi importanti quadri giuridici internazionali.
Tecniche investigative digitali e open-source
L’iniziativa multinazionale mira a fornire supporto alle indagini in corso da parte delle autorità ucraine, che hanno documentato il trasferimento forzato o la deportazione di oltre 19.500 bambini dai territori occupati verso la Federazione Russa o la Repubblica di Bielorussia. Alcuni di questi bambini sono stati adottati da cittadini russi, mentre altri sono detenuti in campi di rieducazione o ospedali psichiatrici.
Sfruttando la loro esperienza nella raccolta e nell’analisi di informazioni open-source, gli esperti partecipanti hanno utilizzato le loro competenze specialistiche e metodologie digitali e open-source avanzate per identificare e rintracciare i minori. Inoltre, hanno raccolto informazioni su individui potenzialmente coinvolti nell’organizzazione o nella facilitazione del loro trasferimento o deportazione. I risultati di questo cosiddetto “hackathon OSINT” saranno ulteriormente analizzati e sono stati oggi condivisi con le autorità ucraine a supporto delle loro indagini.
Terminologia: hackathon OSINT
Un “hackathon” è generalmente inteso come un incontro di più giorni, durante il quale i partecipanti cercano soluzioni a una specifica sfida digitale. Il termine è una fusione di “hack” e “maratona”, dove “hack” è usato nel senso positivo del termine: la ricerca di vulnerabilità in un sistema per migliorarlo. Il concetto ha origine nel mondo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, con l’obiettivo di migliorare e sviluppare software attraverso la collaborazione. In Europol, il termine è usato in senso più ampio: riunire ricercatori per risolvere un problema utilizzando strumenti digitali.
OSINT è l’acronimo di Open-Source Intelligence, ovvero la raccolta e l’analisi di dati provenienti da fonti aperte e pubblicamente disponibili. Il suo scopo è produrre informazioni utilizzabili e, come tale, è uno strumento comunemente impiegato dalle forze dell’ordine. Durante questo hackathon, gli investigatori si sono avvalsi di diversi strumenti digitali per rintracciare i bambini.
Paesi partecipanti:
Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi (co-organizzatore), Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Ucraina, Regno Unito, Stati Uniti
Enti e soggetti privati partecipanti:
Corte penale internazionale – Ufficio del procuratore, Mnemonic, Global Rights Compliance, Osint per l’Ucraina, Truth Hounds


