(AGENPARL) - Roma, 18 Aprile 2026 - “Nei primi cento giorni alla guida della Regione, Decaro ha già mostrato tutti i suoi limiti. Ha fatto passerelle nei pronto soccorso, promettendo interventi rapidi per alleggerire la pressione sugli ospedali, la sua giunta ha approvato piani sperimentali sulle liste d’attesa, ma lo stesso testo regionale chiarisce che l’obiettivo non era certo abbatterle in pochi mesi. Intanto, i pugliesi continuano a misurarsi ogni giorno con una sanità che resta in affanno. Sul fronte economico, il bilancio è persino peggiore: la Regione ha sospeso la ricezione di nuove domande per strumenti fondamentali come Contratti di Programma, PIA, MiniPIA e PIA Turismo, cioè misure essenziali per imprese, investimenti e lavoro. Una scelta che colpisce in particolare le piccole e medie imprese e che fotografa una macchina regionale più impegnata a frenare che a sostenere lo sviluppo. A questo si aggiunge il rinvio delle nomine dei capi dipartimento, con la proroga degli incarichi esistenti. Una scelta che può essere considerata neutra, ma che politicamente racconta un’altra verità: dopo tre mesi, non c’è ancora una visione chiara su come riorganizzare e dirigere davvero la macchina amministrativa regionale. Nel frattempo esplode il nodo più grave: il disavanzo sanitario, stimato intorno ai 369-370 milioni di euro, con il concreto rischio-certezza di scaricare il fallimento della gestione sui cittadini attraverso l’aumento dell’addizionale Irpef. È il segnale più evidente di una maggioranza che oggi governa e che ha governato negli ultimi 20 anni senza risolvere i problemi strutturali della Puglia, aggravandoli fino a portarli al punto di rottura, producendo soltanto ritardi, disordini e disastri. La verità è semplice: Decaro finora ha curato soprattutto l’immagine, i social, le visite, la narrazione. Ma governare non significa mostrarsi, significa decidere, assumersi responsabilità e risolvere i problemi. E su questo, almeno finora, il risultato è sotto gli occhi di tutti: un flop”. Lo dichiara il deputato Davide Bellomo, capogruppo di Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera.
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