(AGENPARL) - Roma, 17 Aprile 2026 - “Non è che questa maggioranza non ha intenzione di prevenire: è che evidentemente proprio non capisce il significato del termine prevenzione, che vuol dire agire prima per evitare che qualcosa accada. Se fai un ammonimento, lo stai facendo a qualcuno che qualcosa l’ha già compiuta: quindi, non stai prevenendo nulla. Per il resto, il decreto reprime brutalmente le libertà dei cittadini a tal punto che non siamo riusciti a capire le motivazioni per cui sono stati bocciati nostri emendamenti che chiedevano semplicemente dei provvedimenti motivati prima di prendere delle misure di restrizione della libertà. La verità è che il governo vuole continuare ad agire in spregio delle libertà democratiche dei cittadini italiani”.
Così la senatrice Elisa Pirro ieri nel corso dell’esame degli emendamenti al decreto Sicurezza.
“Chiediamo semplicemente – ha aggiunto la senatrice M5S Dolores Bevilacqua – che la restrizione della libertà personale, possa essere comunicata entro quarantott’ore al gip competente per territorio, che ne verifica la legittimità e ne dispone la convalida. La maggioranza tanto garantista da prevedere l’avviso cinque giorni prima che venga disposta un’ordinanza cautelare, non conosce alcun garantismo quando c’è da restringere i diritti di chi scende in piazza per manifestare contro le politiche di questo Governo. Io penso che sia più importante tutelare la libertà di pensiero che non consentire a borseggiatori o spacciatori di scappare grazie all’avviso cinque giorni prima”.
A rincarare la dose il senatore pentastellato Bruno Marton: “nel momento in cui c’è la limitazione della libertà di un cittadino che non si è macchiato di nessun reato, il minimo è pretendere che si scrivano in un apposito verbale quali siano le motivazioni per cui è stato portato in questura. Così come quella persona deve avere almeno il diritto di chiamare il suo avvocato. Non c’è nessuna garanzia per un ragazzo che viene portato in questura e sappiamo bene cosa è già successo in Italia a persone portate in questura e che purtroppo non hanno neanche più fatto ritorno a casa. Dobbiamo ringraziare il cielo che la maggioranza abbia detto sì ad un emendamento che stabilisce che quando un minorenne viene portato in questura debba essere avvertita la famiglia. Questo nel testo del decreto non era previsto. Ma vi sembra normale aver scritto questa follia? L’arbitrarietà è arrivata oltre ogni limite”.