(AGENPARL) - Roma, 14 Aprile 2026 - “L’audizione odierna della Fondazione GIMBE al Senato ha definitivamente smascherato il bluff del disegno di legge delega sulla riorganizzazione del Servizio Sanitario Nazionale. Come è stato ben evidenziato, il rischio di ‘deleghe sospese’ in assenza di nuove risorse, l’impatto sui bilanci regionali delle misure formalmente senza oneri e i conflitti di competenze tra Governo e Regioni rappresentano problemi irrisolti e amplificati da questa riforma. Ci troviamo di fronte a un testo vuoto, scritto senza prevedere un solo euro di investimenti aggiuntivi e blindato dall’assurda clausola di invarianza finanziaria. Si tratta di un’autentica ‘delega in bianco’ che non rafforza l’assistenza territoriale ma risponde a un disegno ben più pericoloso: spalancare le porte alla sanità privata a discapito di quella pubblica, universale e gratuita. L’istituzione dei cosiddetti ‘ospedali elettivi’ e il rafforzamento di strutture di terzo livello, senza imporre rigorosi obblighi di servizio pubblico, rappresentano un evidente assist a chi lucra sulla salute delle persone. A spaventare di più sono le criticità finanziarie evidenti: nell’ultima manovra sono previsti appena 30 milioni per gli ospedali di terzo livello e la riforma introduce invece una clausola di invarianza finanziaria che esclude nuovi o maggiori oneri, come se si potessero prevederli con la sfera magica. Tutto questo mina profondamente la credibilità di questa riforma. Ancora una volta, si interviene su un pilastro della nostra Repubblica aggirando il confronto con le Regioni e calpestando le prerogative del Parlamento, costretto a esprimere pareri frettolosi su riforme cruciali per la vita dei cittadini. Questa è una vergogna che non può proseguire”. Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della X Commissione di Palazzo Madama.
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