(AGENPARL) - Roma, 14 Aprile 2026 - “Poche ore prima dei funerali celebrati dal cardinale di Napoli, Domenico Battaglia, per Fabio Ascione, la Procura antimafia ha fermato due persone: un 23enne, nipote di un elemento di spicco del clan De Micco di Ponticelli, quartiere di Napoli, ritenuto il presunto killer, e un ragazzo di appena 17 anni che guidava il motorino. È un fatto importante. Ma non basta. Perché Fabio non c’entrava nulla. Non era legato a contesti criminali. Stava tornando a casa dopo una notte di lavoro. E invece è stato ucciso. Per errore. Scambiato per un altro. Napoli è piena di vittime innocenti. E oggi dobbiamo avere il coraggio di dirlo: stiamo entrando in una fase nuova e ancora più pericolosa. Perché a sparare sono sempre più spesso ragazzi. Giovanissimi. Che premono il grilletto senza alcuna consapevolezza, dentro un sistema criminale che li usa e li consuma. Nel solo distretto di Napoli, l’anno scorso, i tentati omicidi sono aumentati del 200% e in un anno abbiamo avuto 8 procedimenti per omicidio a carico di minorenni, 40 per associazione camorristica, 468 per reati legati alle armi, perfino 4 per terrorismo. La destra di governo ha risposto con il decreto Caivano. Una risposta tutta securitaria. Più carcere, più repressione. Ma oggi vediamo i risultati: carceri minorili sovraffollate e una violenza che non diminuisce, anzi cresce. La repressione è necessaria, ma da sola non basta. Magistratura, forze dell’ordine, prefettura fanno il loro lavoro. E lo fanno bene. Su questo non c’è nulla da dire. Ma il punto è un altro: la prevenzione. E non ci siamo con la prevenzione. Significa scuole aperte, presìdi sociali, educatori di strada, politiche per i quartieri, alternative vere per questi ragazzi. Significa togliere manodopera alla camorra prima che sia troppo tardi. Per questo come Comitato Anticamorra torniamo a mobilitarci, torniamo nei territori, torniamo a costruire iniziative concrete. Perché non possiamo limitarci a contare i morti. Dobbiamo impedire che ce ne siano altri. E questa volta, davvero, non possiamo arrivare dopo.”
Così in una nota Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale ed europarlamentare del Pd.