(AGENPARL) - Roma, 14 Aprile 2026 - “Dopo tante ore di esame in commissione Affari Costituzionali sul decreto sicurezza, il quadro è ancora nitido: questo decreto non nasce da un’analisi dei problemi, nasce da una attività legislativa improvvisata dopo alcune rassegne stampa e seguendo i talk show televisivi. Si insegue ciò che fa audience e si rende il Codice Penale un frullatore impazzito. Tanto per fare un esempio: la rapina commessa da un gruppo organizzato, il nuovo articolo 628-bis, prevede pene da 10 a 25 anni di reclusione. La violenza sessuale di gruppo, articolo 609-octies del codice penale, ne prevede da 8 a 14. Per questo Governo rapinare in tre è quasi il doppio più grave che stuprare una donna in tre.
L’articolo 4 poi cancella di fatto la presunzione di innocenza, perché consente di applicare il Daspo urbano sulla base di una semplice denuncia, che potrebbe essere infondata o presentata per dispetto, senza che ci sia stata una condanna, senza convalida giudiziaria.Viene poi introdotto il concetto della persona “insistentemente molesta”, che non è un concetto giuridico definito. E chi sarebbero queste persone insistentemente moleste? I venditori di rose, i lavavetri, i mendicanti. Loro vengono criminalizzati, mentre un assessore che trucca un appalto con un abuso d’ufficio può dormire sonni tranquilli, perché il reato non vogliono reintrodurlo, nonostante glielo imponga la nuova direttiva Ue anticorruzione. A dimostrazione del fatto che il decreto Sicurezza sia solo repressione improvvisata inseguendo la cronaca, tutti i nostri emendamenti finalizzati a intervenire sulle cause che generano insicurezza sono stati respinti. Quanto decreto non è sicurezza: è panpenalismo selettivo.”
Lo dichiarano i rappresentanti del M5S in commissione Affari Costituzionali del Senato Roberto Cataldi, Felicia Gaudiano e Elisa Pirro.