(AGENPARL) - Roma, 14 Aprile 2026 - “Giorgia Meloni afferma che le pressioni economiche sulla Russia sono lo strumento più efficace per arrivare alla pace e invita alla prudenza su qualsiasi revisione del bando sul gas russo. Claudio Descalzi, nominato per la quinta amministratore delegato di Eni solo pochi giorni dallo stesso governo Meloni, dice invece che quel bando va sospeso.
Dichiarazione fatta tra l’altro alla scuola della Lega di Salvini, che, fino a prova contraria, è nella maggioranza del governo Meloni, ma fa le stesse proposte di Descalzi.
Due posizioni opposte sullo stesso tema strategico. È da questa contraddizione che emerge il punto politico: in Italia si naviga a vista sull’energia, tra dichiarazioni che si smentiscono a vicenda e scelte che non vengono chiarite. È l’ennesima prova che sulla politica energetica il governo non ha una linea. Figure apicali dal punto di vista energetico indicano una direzione diversa da quella della presidente del Consiglio. Per questo è necessario che Claudio Descalzi venga in Parlamento a spiegare quali siano le strategie energetiche del Paese e quale sia il rapporto tra governo e Eni su queste decisioni.
In tre anni e mezzo le società energetiche che operano in Italia hanno realizzato oltre 70 miliardi di euro di profitti, mentre famiglie e imprese continuano a pagare bollette doppie o triple rispetto a pochi anni fa. Questo è il risultato concreto. Serve chiarezza: o il governo ha una linea e la sostiene, oppure ammette che non è in grado di governare una delle partite più importanti per il Paese.
Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.