(AGENPARL) - Roma, 13 Aprile 2026 - “Attaccare Papa Leone perché chiede pace, dialogo e rispetto del diritto internazionale è un fatto grave. Il Pontefice sta facendo ciò che la Chiesa ha sempre fatto: richiamare il mondo alla dignità della persona, alla convivenza tra i popoli, al rifiuto della guerra come strumento di soluzione dei conflitti. Tutti i pontefici del Novecento e di questo secolo hanno condannato la guerra, la corsa alle armi e l’uso della forza. Papa Leone si colloca pienamente in questa tradizione: non è un leader di parte, non un politico, ma un testimone di pace. E la Chiesa cattolica, per sua natura, è universale: non è e non sarà mai la cappellana di uno Stato, né può essere giudicata in base alla nazionalità del Papa”. Così Paolo Ciani, vicecapogruppo Pd-Idp alla Camera e segretario di Demos interviene sulle parole del Presidente Usa sul Papa.
“Per questo le parole di Trump sono sbagliate e pericolose. La logica della forza, della minaccia, della distruzione del diritto internazionale e delle regole della convivenza tra i popoli ci sta portando verso altra morte, altra sofferenza, altro odio. È una strada irresponsabile, che allontana la pace e mette a rischio il futuro dell’umanità. Bisognerebbe avere il coraggio di prendere nettamente le distanze da questa deriva e da chi continua ad alimentare la guerra. Non ci si può dire dalla parte della civiltà e poi tacere davanti all’esaltazione della forza. Difendere Papa Leone oggi significa difendere un’idea alta della politica, della convivenza e della pace. E significa ribadire che nessuna fede autentica può essere piegata alla giustificazione della guerra” conclude Ciani.